Voli aerei in gravidanza? Sì, entro la 37esima settimana

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Viaggiare in gravidanza

Il pancione inizia a pesare e state pensando alle vacanze. Dove andare? Purtroppo per evitare lunghi viaggi in macchina, c’è solo una soluzione: prendere l’aereo. Si può volare in gravidanza? Ovviamente sì, anche se ci sono delle limitazioni. Le donne incinte possono viaggiare fino alla 37 esima settimana, purché il medico non abbia diagnosticato alcune controindicazioni o complicanze.

Per esempio, è meglio stare a terra se avete la pressione alta, se il parto è pretermine o magari è sorto il diabete gestazionale. Bocciati anche i viaggi se la mamma ha avuto anemie, emorragie, problemi cardiaci o respiratori e fratture ossee. A dare queste indicazioni è il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, che ha deciso di rassicurare le mammine in attesa in vista dell’estate.

Il famoso body scanner, che negli aeroporti italiani è ancora una rarità, ma all’estero è molto usato, non dovrebbe dare alcun tipo di problema. Questa almeno quanto hanno sostenuto i medici, anche se sappiamo bene che su questi metodi di  controllo della sicurezza ci sono diversi dubbi e non solo in gravidanza. Ian Greer dell’Università di Liverpool ha inoltre aggiunto:

Per le gravidanze senza particolari complicazioni non c’è neppure bisogno di dare indicazioni a scopo precauzionale alle compagnie aeree che operano il volo mentre se la futura mamma ha avuto precedenti aborti o gravidanze extrauterine è preferibile fare un’ecografia prima di confermare la partenza.

In linea di massima, ci vuole sempre un po’ di buon senso. Il periodo più indicato per viaggiare per il bambino è il secondo trimestre, durante cui ci sono meno rischi di salute per il bambino e anche la mamma è nella fase in cui si sente meglio. Prima di partire, inoltre, consultate la compagnia aerea, perché ogni società ha regole differenti: è sempre opportuno avere con sé un certificato medico con l’epoca gestazionale e la data del parto.

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