Diabete gestazionale, arriva la app da controllo

di Fabiana Commenta

È un pericolo concreto per le future mamme e per i nascituri: il diabete gestazionale si presenta solo ed esclusivamente in gravidanza come specifica forma di alterazione del metabolismo del glucosio.

Una volta scoperto, il diabete gestazione deve essere accuratamente tenuto sotto controllo con la giusta alimentazione e solo nei casi più gravi è necessario ricorrere all’insulina.

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Nel momento in cui viene trascurato, rischia invece di trasformarsi in qualcosa di molto serio perché potrebbe causare anche gestosiaumento della pressione sanguigna, parto prematuro. 

Per tenere sotto controllo con una certa tranquillità il diabete gestazionale, arriva un’utilissima app per smartphone che è stata messa a punto dal centro di ricerca sanitaria e-Health, in collaborazione con il gruppo scientifico australiano Csiro e gli operatori sanitari del Redland Hospital di Brisbane (Australia).

La app è semplicissima da usare e anche se chiaramente non può e non deve sostituire le analisi può aiutare a monitorare costantemente la situazione: usarla è semplicissimo.

È sufficiente inserire i dati che si hanno a disposizione come le letture del zucchero nel sangue che vengono inviati automaticamente agli operatori sanitari. L’app riesce a catturare anche informazioni sull’esercizio fisico e altri fattori di rischio inserendo in un quadro clinico completo, ma ovviamente nel momento in cui viene diagnosticato il diabete gestazione è indispensabile essere seguiti da un team di specialisti.

Fondamentali sono la dieta e la attività fisica non solo per arginare il pericolo dell’eventuale sviluppo di diabete di tipo 2, ma anche per prevenire eventuali e futuri problemi al nascituro.

Il diabete gestazionale non è troppo diffuso: interessa circa il 7-10% delle future mamme, ma sopratutto se sono obese o in sovrappeso. È essenziale diagnosticato perché i dati confermano che circa il 35% delle donne che lo hanno contratto in gravidanza rischiano di sviluppare un diabete di tipo 2 nell’arco dei 5-10 anni successivi al parto.

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