aborto spontaneo
alimentazione, dieta, fertilità, fecondazione eterologa, test, anomalie, I gemelli nati alla 37esima settimana sarebbero meno a rischio

Gravidanza, l’antifungino potrebbe causare aborto spontaneo

Attenzione al fluconazolo, un farmaco antifungino, che sarebbe particolarmente pericoloso in gravidanza tanto da poter aumentare addirittura il rischio di un aborto spontaneo. 

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A lasciare l’allerta è uno studio danese pubblicato sulla rivista specialistica Jama che ammonisce sui pericoli dei medicinali a base di  fluconazolo: l’assunzione orale del farmaco sarebbe infatti molto pericolosa aumentando in modo significativo il rischio di aborto spontaneo. Meno rischioso invece l’utilizzo degli stessi farmaci a base di fluconazolo che vengono impiegati per uso locale, praticamente nella sola sede dell’infezione in particolare sotto forma di creme o di ovuli. 

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Fumare in gravidanza: i rischi per il bambino

Fumare in gravidanza? E’ come bere alcolici: non porta a nulla di buono per il bimbo che si porta in grembo. Anzi esistono una serie di rischi concreti che la ricerca scientifica ha evidenziato da tempo. Ecco quali sono.

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Poliabortività, quando non si riesce a portare avanti una gravidanza

Quando si manifestano 3 o più aborti spontanei consecutivi -entro la 20esima settimana di gestazione- si parla di aborti ricorrenti o poliabortività.Statisticamente parlando, l’aborto spontaneo è un fenomeno molto frequente, meno quando questo si manifesta più volte. In ogni caso noi donne tendiamo sempre a darci in qualche modo la “colpa”, benché raramente la causa sia riconducibile a qualcosa che abbiamo fatto o evitato di fare. Un aborto spontaneo è spesso un qualcosa di fisiologico, che riguarda un errato sviluppo dell’embrione, 2-3 o più possono invece indicare altre cause che è importante cercare con l’ausilio del proprio medico ginecologo.

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Aborto spontaneo, potrebbe esserci un problema genetico all’origine

Non riuscire a portare a termine una gravidanza è molto doloroso e frustrante. Ci sono donne che proprio non trovano una spiegazione e si sentono così vuote, impotenti e affrante davanti all’impossibilità di diventare genitore. Un nuovo studio condotto da gruppo di ricercatori dell’Università di Warwick in Gran Bretagna ha dimostrato che le donne, che non riescono a portare avanti una gravidanza perché vanno incontro a ricorrenti aborti spontanei, potrebbero avere una serie di geni che si attivano nel momento sbagliato.

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prevenire aborto

Un aborto spontaneo ogni quattro può essere evitato

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Numerose donne non riescono a portare a termine la gravidanza perché, soprattutto nel primo trimestre, può verificarsi quello che viene identificato come aborto spontaneo. La perdita del feto è un fenomeno fisiologico e in Gran Bretagna si calcola un’interruzione ogni sette gravidanze. Secondo un nuovo studio danese, il 25 percento degli aborti potrebbe essere evitato. In che modo? Usando il buon senso.

Ecografia uovo chiaro

Aborto interno, che cos’è l’uovo chiaro?

Ecografia uovo chiaro

La prima ecografia è forse uno dei momenti in cui c’è maggior attesa. È stato fatto il test di gravidanza, il risultato è positivo, ma finché non c’è l’incontro con il ginecologo sembra non essere reale. Magari avete fatto gli esami del sangue e i valori beta HCG confermano la dolce attesa. Che cosa significa uovo chiaro? Prima di tutto una grandissima delusione.

Dopo aborto aspirina aiuta nuova gravidanza

Dopo un aborto l’aspirina aiuta una nuova gravidanza

Dopo aborto aspirina aiuta nuova gravidanza

Dopo un aborto spontaneo l’idea di una nuova gravidanza può spaventare. Daltronde si tratta di un avvenimento, nella vita di una donna, che può devastarla psicologicamente. I dati sono comunque significativi, il 15% circa delle gravidanze si conclude con un aborto spontaneo e spesso è necessario del tempo affinchè la donna si senta nuovamente pronta per affrontare una nuova gravidanza. Fermo restando il fatto che i casi di aborto ricorrente colpiscano solo l’1% delle coppie, al verificarsi di questa tipologia di situazione è bene rivolgersi ad uno specialista.

Un eccesso di fertilità può causare aborti spontanei ricorrenti

L’aborto spaventa un po’ tutte le donne. Purtroppo il rischio c’è sempre per tutte, ma colpisce soprattutto quelle che hanno una storia medica particolare o hanno fatto ricorso a particolari pratiche di fertilità. Secondo i ricercatori del Princess Anne Hospital e dell’University Medical Center di Utrecht (Olanda) questa teoria non è totalmente vera. Anche le signore con una fertilità eccessiva sono a rischio.

Aborto spontaneo per Denny Mendez: l’attrice racconta il suo dolore

Denny Mendez ha perso il suo bambino. Sono molte le donne che hanno conosciuto quel dolore, quel senso di vuoto e di fallimento che porta con sé un aborto. Attendere un bambino, quando voluto e desiderato, è una scommessa con il futuro, un progetto di vita a lunga scadenza e non è facile accettare che un giorno come un altro tutto questo non ci sia più.  Succede alle donne normali e succede anche alle vip, proprio come l’ex Miss Italia.

Aborti spontanei; quando è detta l’ultima parola?

Nella maggior parte dei casi l’aborto spontaneo, ovvero l’interruzione prematura e non voluta di una gravidanza, si verifica nel corso del primo trimestre di gestazione. In genere, quando accade durante le primissime settimane, si assiste alla completa espulsione di placenta ed embrione accompagnata da sintomi quali emorraggia e dolori al basso ventre che scompaiono nel giro di pochi giorni. In alcuni casi invece l’aborto spontaneo è incompleto poichè embrione e placenta non vengono completamente espulsi e il dolore e il sanguinamento continuano fino all’intervento del ginecologo.

L’aborto spontaneo può essere causato da una carenza di oligoelementi

L’aborto spontaneo può sopraggiungere per tanti motivi e a volte le cause sono così assurde che è difficile fare una diagnosi precoce. Una cosa è sicura: la medicina corre veloce e giorno dopo giorno si scoprono cose nuove, piccoli dettagli che possono fare la differenza e rendere le gravidanze sempre più serene. Un gruppo di ricerca del Dipartimento di Farmacologia della Università di Granada ha scoperto che bassi livelli di rame e zinco possono aumentare il rischio di aborto.

Aborto spontaneo, il trauma segna psicologicamente la donna

Soffrire di depressione dopo la nascita di un bambino è un disturbo, purtroppo, abbastanza diffuso, così come avere difficoltà a superare emotivamente il dolore di un aborto spontaneo o la nascita di un bambino morto. È così profonda la ferita che molte donne restano colpite da questo trauma per anni e in alcuni casi anche la nascita di un bambino sano non porta alcun sollievo. Non è con una nuova gravidanza che si supera lo choc di quella passata.

Questo almeno quanto sostengono i ricercatori dall’University of Rochester Medical Center researchers dopo un’analisi approfondita del tema. La nascita di un bambino sano non risolve i problemi di salute mentale che molte donne hanno avuto in seguito a un aborto spontaneo.

Aborto spontaneo, rischio maggiore con cardiopatie familiari

Uno degli eventi più brutti e drammatici che una donna può trovarsi ad affrontare durante la propria vità è, senza dubbio, l’aborto, soprattutto se spontaneo. L’aborto spontaneo è un evento piuttosto comune che interessa circa il 10-15% delle donne in dolce attesa. Si tratta dell’interruzione non voluta e prematura della gravidanza che, generalmente avviene entro il 180° giorno di gestazione. I fattori di rischio che incidono sul corretto andamento della gravidanza sono numerosi: malattie congenite, patologie pregresse, una dieta scorretta, cattive abitudini della donna come abuso di alcol, di fumo e di sostanze tossiche, etc..

Non sempre, però, le cause di un aborto spontaneo sono del tutto chiare e può succedere che la donna, anche seguendo uno stile di vita impeccabile, vada incontro ad un’interruzione spontanea della gravidanza. La ricerca, in questo senso, sta facendo passi da giganti ed è di pochi giorni fa la notizia che il rischio di aborto spontaneo potrebbe aumentare nelle donne che hanno i genitori o altri famigliari stretti affetti da cardiopatie.