Sindrome di Calimero per l’80% dei papà italiani

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papa bambina

Il rapporto tra la mamma e il neonato è esclusivo, per certi versi simbiotico. Il bambino percepisce ogni cosa: il nervosismo, l’amore, la stanchezza e si sente protetto solo tra le braccia della madre. Come dargli torto? Per nove mesi sono stati un’unica cosa e dopo la nascita ci vuole un po’ perché il bimbo si renda conto di essere al mondo e di essere circondato da tante persone importanti, una tra tutte il papà.

Non è facili dunque per i padri stare accanto alla propria compagna, che spesso è totalmente assorbita dal figlio e riuscire ad arrivare al bambino passando attraverso la madre. Con il tempo questo rapporto simbiotico si apre e anche il papà, se paziente, potrà inserirsi perfettamente e con gioia. Non è facile, per l’uomo. Un’indagine dell’agenzia “Found! Mood Communication Strategy, Public & Digital Relations” condotta in occasione della Festa del papà ha dimostrato che l’80 percento soffre di sindrome di Calimero, ovvero si sentono esclusi.

Essere papà oggi è difficile più che mai soprattutto nel trovare il modo di conciliare il lavoro con la famiglia. E’ un’alchimia, e spesso ne risente il proprio equilibrio interiore. Per loro è possibile parlare di ‘sindrome da Calimero.

Ha spiegato Michele Cucchi, psichiatra e Direttore sanitario del Centro medico Santagostino di Milano. Per l’esattezza il 26 percento si sente escluso dal rapporto, il 33 sostiene di aver problemi a interagire con i figli, il 33 percento invece non è a suo agio in questo ruolo di padre moderno. Anche perché, se da un lato soffrono per la mancanza di attenzione, dall’altra sono additati come distratti, assenti o poco consapevoli delle priorità.  Fare il papà non è facile e così, come per il ruolo di mamma, non esiste un manuale: s’impara con il tempo, facendo pratica e ascoltandosi. La gelosia, però, va lasciata fuori dall’uscio di casa, perché una neo-mamma è molto bisogno del suo compagno, esattamente come un neonato della sua mamma.

 

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