La respirazione del bambino, impariamo a controllarla

di Mildred 4

controllare respiro bambini

Durante i primi anni di vita è piuttosto frequente che i bambini abbiano delle piccole difficoltà respiratorie spesso a causa di raffreddori, catarro e influenze che coinvolgono naso, gola, orecchie e seni paranasali anche dopo essersi risolte. E’ comune infatti che in seguito a una serie di raffreddori le adenoidi possano ingrossarsi e portare il bambino a respirare male con il naso e che durante una normale influenza invece il respiro aumenti di frequenza.

Mentre in alcuni casi non è necessario allertare il pediatra in altri invece è opportuno chiederne il parere perchè prescriva le cure adeguate o, dove necessario, ulteriori accertamenti; ad esempio è opportuno far visitare il bambino che respira male con il naso se va in apnea per qualche secondo durante la notte perchè questo potrebbe indicare un’ostruzione delle vie respiratorie.

Allo stesso modo è il caso di consultare il medico se notate che il bambino durante la respirazione muove le parti laterali del naso (è questo il cosiddetto alitamento delle pinne nasali) e se durante l’inspirazione si crea alla base del collo, sul torace o tra le costole un avallamento della cute (il cosiddetto rientramento) perchè entrambi questi fenomeni potrebbero essere causati dalla bronchiolite.

Prestate molta attenzione anche al respiro sibilante ossia al fatto che il bambino produce un suono simile a un fischio quando respira; è un problema che si manifesta a causa del restringimento dei bronchi in seguito a tre-quattro raffreddori consecutivi e capita al 40% dei bambini sotto i cinque anni. In genere si risolve con la crescita senza alcun bisogno di cure ma nel 25-30% dei casi può essere sintomo di asma allergica.

Più in generale non è strettamente necessario avvisare il pediatra ogni volta che il piccolo ha un raffeddore a meno che questo non si protragga troppo a lungo (oltre cioè i 7-8 giorni).