Relazione sullo stato sanitario del paese, mamme sempre più “anziane” e meno aborti

di Redazione 1

Sono stati diffusi ieri, martedì 13 dicembre, i dati della Relazione sullo stato sanitario del paese 2009-2011 stilata dal Ministero della Salute e presentata dal professore Renato Balduzzi, attuale titolare del dicastero. Secondo quanto emerso dal documento, nel quale è stata posta particolare attenzione alla salute della donna e del neonato, se l’Italia non è un paese per donne (ne abbiamo discusso nei giorni scorsi) è sicuramente un paese di donne; con buona pace dei signori uomini, infatti, siamo oltre 31 milioni e rappresentiamo il 51 per cento della popolazione.

La metà di noi è in età riproduttiva (ha cioè un’età compresa fra 15 e 49 anni) e, come era facile aspettarsi, sono sempre più numerose le donne che diventano mamme in età “avanzata” (almeno dal punto di vista riproduttivo): il 5 per cento dei neonati infatti ha una mamma quarantenne. Allo stesso tempo, diminuiscono le donne che mettono al mondo un figlio prima dei 25 anni e le giovani che diventano madri ancora minorenni.

Nel Belpaese cresce anche la voglia di avere un figlio, in barba a un tasso di natalità non proprio elevatissimo, come dimostra l’aumento, costante dall’approvazione della legge 40, del numero di coppie che ricorre alla procreazione medicalmente assistita per realizzare il sogno di diventare genitori; in crescita sia il numero di cicli iniziati che il numero di gravidanze ottenute e bimbi venuti al mondo grazie alla fecondazione assistita.

Oltre ottomila bambini hanno visto la luce, nel 2009, grazie alle moderne tecniche di fecondazione artificiale, mentre il loro numero nel 2008 era pari a poco più di 7mila.

Nell’arco di tempo considerato si evince un calo delle interruzioni volontarie di gravidanza, diminuiscono cioè le donne che decidono di abortire volontariamente: nel 2009 il ricorso all’IVG ha registrato un decremento del 3.6 per cento rispetto al 2008.

Aumenta il numero di anziani, grazie al miglioramento degli stili di vita e, notizia splendida, diminuisce costantemente la mortalità infantile.

 

[Fonte]

Photo credit | Thinkstock