Il prolasso uterino

di Daniela 3

prolasso uterino

Durante la gravidanza e il parto, i muscoli pelvici che sostengono gli organi del bacino possono indebolirsi e allentarsi tanto da portare all’incontinenza e, nei casi più seri, anche al prolasso degli organi; il caso più comune è quello in cui l’utero si abbassa fino ad arrivare al canale vaginale, ovvero avviene il cosiddetto prolasso uterino.

In genere, il prolasso uterino compare in seguito al parto, ma può anche dipendere dalla predisposizione ereditaria all’indebolimento dei muscoli pelvici, o all’avanzamento dell’età; l’abbassamento dell’utero verso la vagina può riguardare solo il collo dell’utero, oppure l’intero organo. I sintomi più comuni del prolasso uterino sono la sensazione di pressione nel basso addome, la perdita incontrollata di urina in seguito ad uno starnuto o a un colpo di tosse, dolori  alla schiena, stitichezza e fastidio durante i rapporti sessuali.

Esistono tre gradi di intensità del prolasso uterino: quello di primo grado, nel quale le parti abbassate sono ancora contenute nell’area della vagina, quello di secondo grado, nel quale collo uterino e pareti vaginali affiorano dalla rima vulvare, e quello di terzo grado, in cui tutti gli organi dell’utero sporgono all’estero della vagina. A causa della vicinanza anatomica può succedere che si abbassino anche la vescica e la parte anteriore del retto.

Per controllare la condizione dovuta al prolasso uterino è consigliato curare l’alimentazione per mantenere il peso forma e combattere la stitichezza, evitare di fare sforzi eccessivi o di alzare carichi, fare ginnastica in modo da restituire tonicità ai muscoli pelvici, non indossare abiti troppo stretti o che comprimono la zona dell’addome. Per risolvere questo disturbo, nel caso in cui sia di modesta entità, il ginecologo può prescrivere un anello di gomma da inserire in vagina che aiuta l’utero a mantenersi nella giusta posizione.