Pesce in gravidanza e contaminazione da mercurio, i neonati nascono già a rischio

di Redazione 3

Nel 2008 200mila bambini in Italia sono venuti al mondo dopo essere stati esposti a livelli troppo elevati di mercurio durante la gravidanza. Il dato è frutto di uno studio europeo pubblicato sulla rivista Environmental Health e condotto da un team internazionale di ricercatori in base all’analisi del contenuto di mercurio nei capelli di madri e neonati provenienti da diciassette Paesi dell’unione Europea.

Più precisamente, la sostanza incriminata è il metilmercurio, un derivato da combustibili fossili tossico per il sistema nervoso e, di conseguenza, dannoso per lo sviluppo cerebrale del bambino nel quale può causare un abbassamento del quoziente intellettivo. Dati che non devono generare inutili allarmismi, afferma il dottor Antonio Clavenna dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, ma che impongono alle future madri qualche cautela nella scelta degli alimenti da consumare durante l’attesa. Tanto più che già altri studi hanno messo in relazione il consumo di pesce in gravidanza e l’insorgenza nel bambino della sindrome Adhd.

La principale fonte di esposizione al mercurio, infatti, rimane il pesce, soprattutto quello di grandi dimensioni come tonno, pesce spada e ventresca e già da tempo gli esperti sconsigliano il consumo di prodotti ittici durante la gravidanza a causa dell’elevato inquinamento da mercurio dei nostri mari. Tuttavia, rinunciare completamente al consumo di pesce in gravidanza priva la madre, e di conseguenza il bambino, di nutrienti fondamentali per lo sviluppo del feto quali gli acidi grassi omega tre.

Una via di mezzo tra rischi e benefici, afferma ancora l’esperto, può essere rappresentata dal consumo di pesci a minor rischio di contaminazione da mercurio quali salmone, nasello e trota d’acqua dolce da portare in tavola comunque non più di due volte a settimana. Meglio invece rinunciare del tutto al consumo dei già citati tonno, pesce spada e ventresca.

 

[Fonte]

Photo credit | Think Stock