Come è nato mio figlio

di Mildred 4

racconti del parto

Ad essere sincera io i racconti di parto non li ho mai amati più di tanto; nè prima, nè dopo la nascita del mio bambino. Ho sempre trovato infatti piuttosto sgradevole che le neomamme raccontassero con toni apocalittici la propria esperienza di parto davanti a chiunque e ho sempre creduto che fosse poco delicato nei confronti delle donne in gravidanza eventualmente presenti, così come nei riguardi di quelle che non hanno ancora figli.

Non che io abbia cambiato idea. Ma questo non è un soggiorno pieno di uomini, donne e bambini e nessuno è obbligato a leggermi; inoltre, dopo tanto tempo, sono giunta alla conclusione che il mio è stato un parto felice e che quindi  raccontarlo potrebbe essere d’aiuto a tutte quelle donne in attesa che temono questo momento perchè pensano che si tratti di un’esperienza cruenta che le farà soffrire in maniera indicibile.

Non che io non abbia provato dolore, però…

Erano circa le due del mattino quando svegliandomi di colpo ho capito che stavo entrando in travaglio. Saltai immediatamente giù dal letto e dirigendomi verso il bagno chiamai il padre di mio figlio: “Alzati. Il bambino sta nascendo”“Come sta nascendo?” mi rispose “Forse perchè sono alla trentanovesima settimana di gravidanza?” gli risposi a mia volta. 

Superato lo smarrimento iniziale presi la valigia e ci dirigemmo verso la clinica. Il ginecologo e l’ostetrica di turno mi accolsero nell’attesa che il mio medico arrivasse. Ebbi la conferma che il momento era arrivato e fui sistemata in sala travaglio dove nel frattempo mi aveva raggiunta mia sorella, con la quale cominciai a chiaccherare piacevolmente mentre l’ostetrica sistemava la fascia per il monitoraggio e con la quale continuai ad intrattenermi tranquillamente per le quattro ore circa che seguirono, mentre la suddetta ostetrica mi interrompeva continuamente per dirmi con gli occhi sgranati (era molto giovane) “Signora! Ma sta avendo una contrazione!!!!!”

“Si, signorina lo so”. Andammo avanti così, senza strilli, nè drammi fino alle 6 e 30 circa del mattino, quando il mio medico decise che ero pronta e prima di entrare in sala parto si ruppero le acque. Ommioddio che dolore! Fu esattamente in quel momento che io persi la calma e realizzai che la testa di un bambino stava per sbucare fuori dalla mia vagina….e senza epidurale! Cominciai a straparlare ed era tale lo spavento che a un certo punto credo di aver chiesto a qualcuno di darmi una legnata in testa! Pensate che ero a 10 centimetri di dilatazione e invocavo il cesareo!

Nonostante la paura però, spinta dopo spinta, e con l’aiuto dell’ostetrica e del medico, che praticò l’episiotomia senza neppure che me ne accorgessi, il mio piccolo si fece strada e venne al mondo in capo a mezz’ora. Quando me lo adagiarono sul petto provai un sollievo enorme perchè era lì, era nato e stava bene. Stavamo bene tutti e due. E quando ancora semisdraiata sulla poltrona ostetrica vidi che il mio enorme pancione non c’era più, un po’ mi venne anche da ridere!