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Il nido fa bene ai bambini, li rende più sani

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nido

Avete deciso di mandare il vostro bambino al nido oppure avete scelto un’altra opzione? Non è facile decidere quale sia la soluzione migliore. Le mamme e i papà spesso si sentono in colpa, anche perché il periodo di inserimento è faticoso e non tutti i bimbi la prendono molto bene. Poi ci sono alcuni fortunelli che hanno i nonni a disposizione, ma è normale anche chiedersi: posso caricare i genitori anziani di una tale responsabilità? È questo l’unico modo per abbattere il costo della salatissima retta?

Aggiungiamo poi un’altra variabile: la baby sitter. Non sempre si riesce a trovare una persona di fiducia, disponibile tutto il giorno o almeno part-time e comunque il costo di un nido e di una tata più o meno è simile. Dubbi su dubbi per le povere mamme. Per questo motivo, dopo aver letto un’interessante ricerca pubblicata dal Corriere della Sera, ho deciso di riportarvi i risultati.

Secondo un team di esperti di Glasgow, frequentare fin da piccolissimi il nido fa diminuire in modo considerevole le probabilità di contrarre le più importanti malattie dell’infanzia. I bambini crescono più sani in generale, ma non è tutto perché riduce di quasi il 30 percento la possibilità di ammalarsi di leucemia linfoblastica acuta, e di circa il 50 percento l’ asma – che colpisce ormai quasi un bambino su tre fra i 6 e i 14 anni.

Come mai? I ricercatori hanno trovato una risposta nel sistema immunitario, che viene sollecitato intensamente durante i primi mesi di vita, rendendo più intensa l’immunoregolazione. È un dato interessante, resta però molto complicato accedere al servizio. In Italia, per esempio, il nido copre circa il 20 percento delle reali necessità e le rette sono altissime. Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la salute del bambino di Trieste, ha commentato:

Sarebbe il caso che il nostro governo, le nostre Regioni e i Comuni impegnassero più risorse per questo fondamentale investimento. Provate a pensare cosa succederebbe se venisse prodotto un vaccino che allo stesso tempo sia capace di migliorare lo sviluppo cognitivo e sociale e di ridurre del 30-40 per cento le patologie più gravi del bambino: quale amministrazione nazionale o regionale si arrischierebbe a non renderlo disponibile? Ebbene, questo “vaccino” esiste. E si chiama nido.

Photo Credit | ThinkStock