Il neonato ha già le sue preferenze in fatto di amicizie

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Chi ha detto che per i neonati, eccezion fatta per la mamma, sono tutti uguali? Sembra che non ci sia niente di più sbagliato e che i bambini abbiano, sin da quando sono in culla, le idee molto chiare su chi bisogna considerare un nemico e su come trattarlo. Questo almeno secondo i risultati di una ricerca condotta presso la British Columbia University e pubblicata sulla rivista Psychological Science dal titolo emblematico ed anche un po’ inquietante se vogliamo: Not Like Me = Bad: Infants Prefer Those Who Harm Dissimilar Others.

Secondo i ricercatori canadesi infatti i bambini sono già in grado di osservare e “registrare” i comportamenti di chi sta loro vicino sin da quando sono molto piccoli e di giudicarli in base ai loro stessi gusti e preferenze (ad esempio alimentari) assegnando l’etichetta di amico solo a chi percepiscono come loro simile e bollando al contempo come vero e proprio nemico chi gli appare diverso.

Ma c’è di più, infatti, basandosi su questo processo di selezione relazionale i bambini sarebbero in grado di provare una sensazione piacevole nel vedere chi percepiscono come diverso, e quindi come nemico, messo in difficoltà dai loro amici. Una conclusione questa piuttosto inquietante che ci porta chiederci, a questo punto, se il pregiudizio, pericolosa forma di etichettamento sociale che consiste proprio nel vedere chi è diverso come nemico, non nasca già con noi piuttosto che essere frutto di condizionamenti sociali futuri.

Naturalmente la mia speranza è che le conclusioni di questa ricerca vengano al più presto smentite da altre ben più rassicuranti che ci restituiscano l’idea di un neonato non tanto amico di tutti quanto piuttosto, come abbiamo sempre creduto e continueremo a credere, incapace di provare piacere davanti alla sofferenza altrui, cosa che invece questa ricerca sembra suggerire.

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