Malanni di stagione dei bambini, come affrontarli

di Ishtar Commenta

Malanni stagione bambini come affrontarli

Quello che va da ottobre a febbraio è il periodo più duro per le mamme che abbiano in casa bambini molto piccoli. Questi sono decisamente i mesi più pericolosi in quanto a malanni di stagione e relative ricadute. Già, perchè il guaio non è solo da riscontrarsi nei normali raffreddori, mal di gola ed influenze varie, ma anche e soprattutto nel verificarsi delle ricadute, che, ahimè, vedono protagonisti i bambini, specie quelli in età da asilo o da scuola. Il contatto con i coetanei infatti non fa altro che amplificare il rischio di ammalarsi di nuovo, con buona pace delle madri che si troveranno ad affrontare l’ennesima settimana tra termometri ed antibiotici.

Ciò può comportare nelle mamme, specie quelle alle prime armi, delle preoccupazioni sulla salute del proprio bambino portandole a ritenere che il proprio figlio sia piuttosto cagionevole. Nella maggior parte dei casi non c’è motivo di allarmarsi. Le infezioni respiratorie ricorrenti sono molto frequenti a questa età, ciò in quanto il sistema immunitario dei piccoli non si è ancora del tutto sviluppato, rendendoli soggetti a questo tipo di malanni ed ancora di più nel caso in cui frequentino già l’asilo o la scuola. Tenuto conto di queste “attenuanti” ovviamente ci sono delle piccole accortezze da mettere in atto.

Innanzitutto sensibilizzare il bambino nei confronti dell’ingiene personale: in particolar modo sarà utile spronarlo a lavarsi le mani con frequenza, almeno 5 volte al giorno e sempre prima di mettersi a tavola, senza che questo però diventi un’ossessione. Inoltre, altro comportamento da evitare consiste nel non abusare di farmaci ma neanche nel fare affidamento in maniera indiscriminata a quelli di origine naturale. Come spesso accade la maggior parte dei malanni di questo genere è causata da virus, contro i quali a volte c’è poco da fare se non aspettare che vadano via senza altri interventi. Infine, anche il periodo di convalescenza ha la sua importanza. Sarà utile aspettare che passi un tempo adeguato prima di fare riprendere le normali attività al bambino.

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