Liquido amniotico: rene artificiciale da cellule staminali totipotenti

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Da anni la medicina si sta battendo per risolvere il problema etico delle cellule  staminali totipotenti, ovvero di quelle cellule capaci di specializzarsi in cellule di diverso tipo e in grado di rigenerare o formare organi compatibili grazie a interventi di ingegneria genetica. Fino alla scoperta avvenuta nel 2007 da parte dei ricercatori dell’Università Harvard e dell’Istituto di Medicina dell’Università di Wake Forest si pensava che le cellule staminali totipotenti fossero presenti solo nell’embrione e questo creava una serie di problemi etici che dividono tutt’ora la comunità scientifica e la ferma opposizione delle autorità religiose.

La scoperta di cellule staminali amniotiche sembra aver aperto nuove possibilità di cui non si conoscono ancora le potenzialità. Ma intanto i passi avanti sono tangibili e l’Università di Edimburgo ne fornisce le prove: in laboratorio è stato creato il primo rene artificiale utilizzando staminali prelevate da liquido amniotico umano. E’ un risultato epocale, anche se ancora sperimentale.

Jamie Davies, professore di anatomia sperimentale dell’Università di Edimburgo ha dichiato:

Abbiamo compiuto notevoli progressi per avere in vitro qualcosa di simile alla struttura complessa di un rene fetale. La speranza è che, una volta impiantato in un essere umano, l’organo possa svilupparsi autonomamente per svolgere le funzioni del rene malato.

Le staminali buone, così sono state definite dall’Osservatore Romano, la fonte editoriale più vicina alla Santa Sede. Ne è ancora più convinto il Professor Giuseppe Simoni, Direttore Scientifico di Biocell Center, probabilmente l’unica banca di liquido amniotico al mondo e che un domani potrebbe fornire ai propri donatori una cura efficace grazie alla coltivazione in vitro delle cellule amniotiche.

Il liquido amniotico si conferma una fonte molto preziosa di cellule staminali pluripotenti grazie alle sue caratteristiche di proliferazione, differenziazione e stabilità genomica. Il nostro Paese è all’avanguardia negli studi delle cellule staminali, in particolare quelle amniotiche e le ricerche che abbiamo in corso sono molto promettenti nel campo delle malattie degenerative e della terapia cellulare.

Via|AGI