Chi deve insegnare l’educazione e il rispetto ai bambini: i genitori o gli insegnanti?

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Genitori vs insegnanti. Chi deve educare i bambini? Diciamo pure che esistono due fazioni: da una parte abbiamo coloro che considerano la scuola come tempio del sapere e che alle maestre spetti il compito di insegnare non solo a leggere e a scrivere, ma anche l’educazione. Dall’altra parte, invece, c’è chi è convinto che l’educazione vada appresa in casa. I bambini purtroppo vivono le loro giornate in una sorta di terra di mezzo, perché ogni famiglia ha le sue abitudini e queste due ipotetiche fazioni non si sono ancora accordate.

Questo è un bel problema, perché ci sono genitori che si presentano a scuola facendo piazzate all’insegnante che si è permesso di sgridare il figlio per un comportamento inadeguato, madri e padri che accusano il loro bambino di essere maleducato a causa dell’ambiente scolastico. Ma chi ha ragione? Un tempo non si metteva mai in discussione la parola della maestra. Non è sempre stato un bene, perché molti insegnati abusavano del loro potere, ma almeno le cose erano chiare.

Negli anni, nel tentativo di migliorare, l’ambiente scolastico, è scoppiata l’anarchia e ovviamente sono scomparsi i punti di riferimento per i piccoli. Questo è forse il guaio più grande, perché il bambino si sente in dovere di andare a casa a lamentarsi se ha preso un brutto voto e non di mettersi sui libri per capire che cosa ha sbagliato. È vero anche che la scuola è “piena” di insegnanti frustrati che fanno i maestri, perché non sono riusciti ad affermarsi in altri campi e soprattutto non hanno ben chiaro il concetto di “pedagogia”.

Sta di fatto che poi la scuola italiana, ma anche quella straniera è costellata di episodi spiacevoli, come lo sciopero delle lezioni in una scuola elementare milanese, perché una maestra è stata violenta e aggressiva nei confronti di una bambina di soli 7 anni e, ovviamente dei suoi compagni. A Londra, invece, sempre questa settimana un ragazzino di 10 anni ha picchiato le sue insegnanti mandole all’ospedale. Questo è solo uno dei tanti casi, perché nel 2010 sono stati ben 250 i professori vittime di aggressioni e, di questi, 44 hanno subito gravi lesioni. Difficile ora stabilire che cosa sia meglio fare.

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