Come educare il bambino correttamente? 8 regole per sgridarlo senza traumi

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sgridare bambino

Se crescere per nove mesi un bambino nel pancione può sembrare un’impresa titanica, solo quando arriva il momento dell’educazione ci si rende conto di quanto sia realmente difficile il ruolo di genitore. Non è per nulla semplice dare l’esempio, imporre delle regole e far capire al piccolo la differenza tra giusto e sbagliato, soprattutto se la differenza è fatta di minime sfumature. Lo psichiatra infantile americano Gerard E. Nelson ha elaborato un metodo composto da 8 regole che possono essere d’aiuto.

Queste regole sono state studiate per rimproverare il piccolo con fermezza, senza traumatizzarlo e facendolo sentire amato. È davvero un compito arduo, soprattutto perché nei momenti di rabbia o di panico è umano perdere le staffe e superare un po’ il limite. Quali sono le regole da seguire?

  1. Essere oggettivi: ciò vuol dire descrivere i fatti e ciò che sta accadendo, senza aggiungere alcun tipo di emozione. Per esempio: “Hai dato un calcio a un amico e lui ora zoppica”.
  2. Descrivere come ci sentiamo da genitori. È bene che il bimbo capisca che certi atteggiamenti ci fanno soffrire.
  3. Essere comprensivi. Dobbiamo comunque mostrare solidarietà.
  4. Esistono delle regole e vanno rispettate. Questo forse è il passaggio più arduo, perché serve a sottolineare l’autorità della mamma e del papà che hanno fissato dei comportamenti, quindi un modello educativo, e deve essere seguito.
  5. Spiegare perché è sbagliato il suo comportamento. Non basta dire cosa si fa e cosa no. È troppo semplice e soprattutto non efficace. Per far capire l’errore è bene mostrare al bambino il perché un certo gesto non può essere accettato. Per esempio, ora l’amico che ha preso un calcio piange, zoppica, ha un livido. Tutte cose che il nostro bimbo non vorrebbe provare e che conosce bene.
  6. Non esagerare. A questo punto della sgridata il bambino ha bisogno di riflettere e capire, quindi non è il caso di eccedere, quindi è importante anche accantonare un po’ l’argomento e soprattutto il modo severo con cui si sta parlando.
  7. Fategli capire che è un bravo bambino e che ha comunque tanti pregi e voi avete fiducia e stima in lui.
  8. Il rimedio finale. Non si può del tutto superare la questione senza che il bimbo abbia mostrato consapevolezza del suo errore. Deve quindi chiedere scusa con convinzione, magari all’amico.

 

 

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