Una fiaba araba: I tre pesci

di Chiara R Commenta

Ricche di fascino e di magia le fiabe di tutto il mondo arricchiscono l’immaginario dei bambini di luoghi, culture e personaggi nuovi. Le fiabe arabe, nello specifico, catapultano i bambini in un mondo esotico ed affascinante pieno della magia che caratterizza le culture orientali. Oggi, ho scelto di condividere con voi un bel racconto arabo dal titolo I tre pesci.

C’erano una volta tre bei pesciolini che vivevano in un piccolo lago: uno era molto intelligente, un altro lo era solo a metà mentre il terzo non lo era per niente, anzi era un po’ stupidino! Vivevano tranquillamente nel loro stagno come tutti i pesci del mondo. Un giorno, però, arrivò un uomo. L’uomo aveva con se una grande rete ed il pesce più intelligente lo vide arrivare da lontano attraverso l’acqua.

Il pesce fece subito il punto della situazione e capendo l’intenzione del pescatore decise di agire immediatamente. «Non ci sono molti posti dove nascondersi in questo lago –pensò il pesce intelligente- mi fingerò morto!» Con un  balzo, dopo aver raccolto tutte le forze, il pesce intelligente uscì fuori dall’acqua e finì ai piedi del pescatore, che credendolo morto, visto che il pesce non respirava, lo ributtò nel lago. Il pesce, allora, scivolò in una piccola buca sotto la riva.

Il secondo pesce, quello intelligente solo a metà, non si era reso ben conto di quello che era accaduto. Decise, quindi, di andare dal pesce più intelligente per chiedere spiegazioni. «Semplice –gli disse il pesce intelligente- ho fatto credere al pescatore di essere morto e cosi lui mi ha rimesso in acqua.»
Subito, il secondo pesciolino fece come il pesce intelligente e saltò fuori dall’acqua, cadendo ai piedi del pescatore. Ma il pesciolino si era dimenticato di trattenere il respiro e il pescatore lo raccolse e lo buttò nel suo secchio. Il pescatore, però, turbato un po’ dai pesci che cadevano ai suoi piedi, si dimenticò di chiudere il secchio. Il pesciolino, quindi,  con tutto le sue forze riuscì a saltar fuori dal secchio e a raggiungere il laghetto. Vi si rituffò subito, raggiunse il primo pesce e si nascose con lui.

Ora, il terzo pesciolino, quello meno intelligente non si curò affatto di tutto quello che era accaduto ai suoi compagni che, con molta pazienza, dovettero spiegargli passo passo quello che doveva fare, sottolineando l’importanza di trattenere il respiro. «Grazie, amici miei! Adesso è tutto chiaro!» disse il terzo pesciolino e subito balzò fuori dall’acqua ai piedi del pescatore. L’uomo, però, prese subito il pesce senza controllare se respirava o meno e lo buttò subito nel suo secchio che chiuse bene. Il pescatore lanciò ancora la sua rete nel lago, ma i primi due pesci erano ben nascosti e non si muovevano. Il pescatore, stanco, decise di rinunciare e di tornare a casa. Aprì il suo secchio e accorgendosi che il pesce non aveva ripreso più a respirare lo portò a casa e lo diede in pasto al suo gattino!