Fiabe per bambini: Codirosso

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Le fiabe, si sa, sono un alleato prezioso nella crescita psico-fisica dei bambini. Le fiabe dal mondo, poi, aiutano i bambini a conoscere culture e tradizioni diverse dalla loro e li proiettano nell’importante dimensione dell’altro. Oggi, care mamme, voglio farvi conoscere una fiaba inglese molto bella che potete leggere ai vostri bambini per un pomeriggio ricco di emozioni!

Codirosso

Il vecchio gatto Brontolone passeggiava lungo l’acqua e scorse in mezzo ai cespugli il codirosso Giovannino.
– Dove si va, dove si va, codirosso Giovannino? – domandò il vecchio gatto Brontolone.
Da sua maestà il rè, da sua maestà, gli voglio dare il buon giorno con una bella canzone, – disse il piccolo codirosso Giovannino.
– Vieni un po’ qui, vieni un po’ qui, codirosso Giovannino, – disse il vecchio gatto Brontolone. – Voglio farti vedere questo bei cerchio bianco che porto al collo.
– No che non vengo, gatto Brontolone, no che non ti vengo vicino, rispose il codirosso Giovannino. – Mangia pure il topolino ma me non mi acchiappi.

E il piccolo codirosso Giovannino corse via in fretta in fretta. Volò, volò, arrivò alla vecchia siepe, ed ecco che sulla vecchia siepe stava appollaiato il vecchio sparviero Mangiotutto.
– Dove si va, dove si va, codirosso Giovannino? – domandò il vecchio sparviero.
– Da sua maestà il rè, da sua maestà, voglio dargli il buon giorno con una bella canzone, – rispose il piccolo codirosso Giovannino.
– Vieni un po’ qui, vieni più vicino, codirosso Giovannino, – disse il grigio sparviero. – Voglio farti vedere le belle piume delle mie ali.
– No che non vengo, caro sparviero, no che non ti vengo vicino, – rispose codirosso Giovannino. – Mangia pure l’allodola ma me non mi acchiappi.

E il piccolo codirosso Giovannino corse via in fretta. Volò, volò, arrivò in un burrone, e in questo burrone vide la volpe astuta.
– Dove si va, dove si va, codirosso Giovannino? – domandò la astuta volpe.
– Da sua maestà il rè, da sua maestà, voglio dargli il buon giorno con una bella canzone, – disse il piccolo codirosso Giovannino.
-Vieni un po’ qui, vienimi più vicino, codirosso Giovannino, – disse la volpe astuta, – voglio farti vedere che graziosa macchia c’è sulla punta della mia coda.
– No che non vengo, volpe astuta, no che non ti vengo vicino, rispose il codirosso Giovannino. – Mangiati pure l’agnello ma me non mi acchiappi. E il piccolo codirosso Giovannino corse via in fretta in fretta. Volò, volò e arrivò al ruscello, e sulla riva del ruscello sedeva un giovinetto.
– Dove si va, dove si va, codirosso Giovannino? – domandò il giovinetto.
– Da sua maestà il rè, da sua maestà, voglio dargli il buon giorno con una bella canzone, – rispose il codirosso Giovannino.
-Vieni un po’ qui, vienimi più vicino, codirosso Giovannino, – disse allora il giovinetto, – ho una tasca piena di bellissimi sassolini e voglio dartene un po’.
– No che non vengo, giovinetto, no che non ti vengo più vicino, – rispose il codirosso Giovannino. -Acchiappa pure l’allodola ma me non mi acchiappi.

E il piccolo codirosso Giovannino corse via in fretta in fretta. Volò, volò, ed eccolo arrivato al palazzo del rè. Andò a mettersi sul davanzale della finestra e gli diede il buon giorno con una bella canzoncina. Il rè lo stette ad ascoltare poi disse alla regina: – Che cosa potremmo dare a questo bravo codirosso Giovannino che ci ha cantato una cosi bella canzone?
– Potremmo dargli in moglie la piccola fringuellina, – suggerì la regina. E cosi accadde. Codirosso Giovannino prese in moglie la fringuella e alla festa di nozze danzarono anche il rè e la regina con tutta la corte. Dopo la festa il codirosso tornò a casa tra i suoi cespugli in riva al ruscello ed è là che saltella ancora adesso.

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