Farmaci generici ai bambini, i dubbi dei pediatri

di Mildred 1

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Già da diversi anni sono in commercio i farmaci generici, ovvero medicine non di marca contenenti lo stesso principio attivo e quindi con le stesse proprietà terapeutiche di altri venduti con denominazioni e marchi molto noti. I generici, come ben sappiamo, consentono un notevole risparmio economico sia al sistema sanitario nazionale sia al consumatore che li acquista in farmacia ma non tutti i medici sono propensi a prescriverli, soprattutto i pediatri.

Questo è quanto emerge da uno studio presentato in occasione del sessantanovesimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria in corso in questi giorni a Bologna. Secondo i dati raccolti, infatti, solo il 13,5 per cento dei pediatri italiani prescrive i farmaci generici a più del 50 per cento dei propri piccoli pazienti.

Ma qual è il motivo di tanta diffidenza? A spiegarlo è il dottor Giovanni Corsello, pediatra e presidente della SIP

Nei farmaci equivalenti la legge consente uno scostamento nella concentrazione di principio attivo sino al 20% rispetto al farmaco di marca. Una variabilità poco significativa nell’adulto, ma che nel bambino può essere causa da un lato di sovradosaggio o dall’altro di inefficacia della terapia. Cautela, quindi, perché l’obiettivo del risparmio non prevalga su quello della sicurezza in una fascia delicata come l’infanzia.

Il problema principale, quindi è quello della cosiddetta bioequivalenza cui si aggiungono i potenziali effetti collaterali di addittivi ed edulcoranti, ovvero le sostanze non farmacologiche aggiunte al principio attivo per garantire la conservazione e la stabilità del farmaco. Sostanze che nei generici possono essere diverse da quelle contenute nel farmaco di marca e che possono dare origine a reazioni allergiche erroneamente attribuite al principio attivo.

Farmaci ben collaudati in soggetti adulti, secondo i pediatri, potrebbero non avere lo stesso effetto sui bambini che potrebbero non ottenere alcun beneficio dalla loro somministrazione. Ecco perchè i pediatri raccomandano prudenza.

[Fonte]