Ragadi al seno: come evitarle

di Daniela 3

ragadi al seno

Le ragadi sono dei taglietti che si formano sul capezzolo della neomamma durante i primi giorni dell’allattamento; generalmente scompaiono nel giro di poco tempo, ma a volte possono diventare talmente dolorose, e a volte addirittura sanguinanti, da scoraggiare la mamma ad allattare il bambino al seno.

Le ragadi si formano soprattutto per due motivi: la postura sbagliata del bambino durante l’allattamento e le poppate troppo lunghe; evitare le ragadi è possibile, basta seguire alcuni facili accorgimenti, come ad esempio consentire al bambino di attaccarsi in modo corretto al capezzolo, vale a dire facendolo attaccare all’intera areola, e non solo alla punta sporgente. Inoltre,  la suzione deve avvenire a capezzoli alteranti e per non più di 15 minuti a seno. Le donne che sono più predisposte alle ragadi sono quelle che hanno il capezzolo retratto, perché è difficile attaccare il bambino in modo corretto, ma si può rimediare utilizzando il paracapezzolo.

Per preparare il capezzolo all’allattamento in modo da evitare la comparsa delle ragadi, la cosa migliore da fare è puntare sull’igiene: la pulizia del capezzolo deve avvenire con semplice acqua oppure con apposite salviettine contro le infezioni. In ogni caso, le ragadi non devono scoraggiare la neomamma, perché con un po’ di forza, e sopportazione, l’allattamento è possibile, soprattutto se si aiuterà con dei prodotti appositi o, al limite, con il paracapezzolo.

Infine, alcuni piccoli accorgimenti pratici: evitate i cibi piccanti, perché irritano le mucose, non indossate vestiti stretti o con tessuti non naturali, perché possono dare prurito; durante l’allattamento, utilizzate i dischetti da inserire tra reggiseno e capezzolo, per proteggerlo e per assorbire le perdite di latte.