Il criptorchidismo può avere origine genetica

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criptorchidismo

La principale preoccupazione dei genitori davanti al proprio neonato maschietto sono i testicoli. In quasi il 3 percento dei casi, non scendono alla nascita e questo problema, chiamato criptorchidismo, può causare infertilità se non curato in modo tempestivo. Questo argomento è stato affrontato durante Congresso nazionale della Società Italiana di Endocrinologia.

La mancata discesa dei testicoli è un fattore di rischio di malattie genetiche, infertilità, tumori. Il bambino con questo disturbo deve essere sempre monitorato per limitare al minimo i danni. Suggeriamo quindi ai pediatri di comunicare sempre ai genitori qual è l’iter clinico che è necessario seguire. Un nostro precedente studio, pubblicato due anni fa su un’importante rivista, ha svelato che il 10% dei casi di criptorchidismo dipende da un’alterazione genetica.

Ha commentato l’andrologo Carlo Foresta, che ha guidato la ricerca su questa delicata tematica. È quindi una questione genetica. Lo studio ha individuato il gene NR5A1, la cui mutazione risulta più frequente nei maschi criptorchidi. Non è tutto, il medico ha sottolineato che il meccanismo che sta dietro la discesa del testicolo è il medesimo che porta alla produzione di globuli rossi e di ossa. È quindi importantissimo capire cosa ci sia dietro a questo disturbo.

Come si cura il criptorchidismo? Con un intervento chirurgico di riposizionamento dei testicoli nello scroto. Questo trattamento ha come obiettivo quello di evitare il danneggiamento dei testicoli stessi, quindi prevenendo l’infertilità. Sappiamo bene che è difficile pensare al proprio piccolo e dolce neonato come a un futuro padre, ma è importante intervenire subito. Ci sono dei protocolli di indagine che deve seguire il pediatra, l’andrologo e l’endocrinologo per escludere cause genetiche e studiare l’evoluzione della gonade onde escludere che il danno abbia compromesso la spermatogenesi. Per sicurezza, chi lo desidera può decidere di crioconservare lo sperma del ragazzino (che deve avere circa 16 anni), affinché un domani possa decidere del suo futuro.

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