Batteri antibiotico-resistenti, l’allarme dei pediatri

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Tra le maggiori cause di morte neonatale ci sono le infezioni. L’unica cura contro tali patologie risiede, come ben sappiamo, nell’utilizzo degli antibiotici i quali, in alcuni casi, però, possono risultare inefficaci. Ciò in quanto alcuni batteri, quelli antibiotico-resistenti, la cui presenza è sempre più numerosa, ha messo in allarme i medici della Società Italiana di Neonatologia. Il pericolo è che, in presenza di tali batteri, non si riesca a trovare una cura adeguata e capace di salvare la vita dei piccoli. ù

Per ovviare a tale situazione e combattere al meglio tali batteri è necessario agire su una duplice linea: quella relativa alla prevenzione, rendendola più efficace, e quella che riguarda l’aumento dell’impegno delle case farmaceutiche. A portare a tale emergenza c’è un utilizzo spesso esagerato degli antibiotici i quali sono stati, e continuano ad essere, responsabili di una sorta di rafforzamento della resistenza da parte dei batteri.

L’Italia, in particolar modo, si è rivelata essere tra i Paesi più a rischio. Quì, negli ultimi decenni, si è assistito ad una prescrizione sempre più numerosa degli antibiotici tanto da far meritare alla Penisola il quinto posto nella relativa classifica Europea.

Cosa fare, quindi? Secondo la SIN sarebbe bene procedere ad una sorta di “educazione alla prevenzione” delle infezioni ed a una netta diminuizione della prescrizione degli antibiotici tanto da essere, quest’ultima, ristretta ai soli casi regolamentati. Tra le più importanti abitudini da seguire nella vita quotidiana quella di lavarsi spesso le mani, specie in presenza di bambini e presso le strutture sanitarie. Non troppo tempo fa, nel 2013, era già stato lanciato un allarme relativo al cosidetto “pericolo grigio” legato alle infezioni a carico dei neonati ricoverati in ospedale i quali, a pochi giorni dalle dimissioni, presentavano sintomi legati ad infezioni di vario tipo che potevano rivelarsi particolarmente pericolose per la loro salute.

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