Telefono Azzurro compie 24 anni

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Il Telefono Azzurro compie 24 anni. 1.96.96: dal 1987 un orecchio e una mano tesa ai bisogni e alle richieste d’aiuto dei bambini. Solo negli ultimi 10 anni sono circa 3 milioni le chiamate, 43.717 le situazioni d’abuso che hanno richiesto un’intervento.

Il professor Ernesto Caffo, neuropsichiatra infantile, docente universitario e fondatore del Telefono Azzurro in occasione di questo compleanno speciale ha dichiarato:

Vorremmo non ci fosse più bisogno di noi ma purtroppo nel nostro lavoro vediamo che non è così: la violenza sui minori è un fenomeno drammatico e sommerso, milioni di bambini e adolescenti sono ancora sfruttati sul lavoro, usati in mille modi, costretti a prestare il loro corpo per immagini oscene, violentati, abusati.

Parole forti e lapidarie che servono a far riflettere. Ormai è diventata una sorta di guerra che vede volontari al telefono 24 ore su 24, neuropsichiatri, magistrati, criminologi e informatici opporsi al nuovo orco, che riesce tramutarsi in tale anche in situazioni apparentemente innocenti. Senza creare troppi allarmismi, la rete Web. Pedo-pornografia, adescamenti, grooming (adescamento dei minori online), cyber-bullismo, sono le parole chiave di un mondo che non esita a usare qualunque mezzo per mettere in atto le sue crudeltà.

Questo nuovo pericolo non deve però far abbassare la guardia riguardo le violenze che vengono perpetrate all’interno delle mure domestiche, dove i bambini sono ancora più vulnerabile e dove l’adulto responsabile si sente ancora più “intoccabile”. E non bisogna dimenticare altre piaghe che da sempre affliggono i bambini: il lavoro minorile e la scomparsa ogni anno di migliaia di bambini: quasi due mila i bambini stranieri, oltre 200 in Italia solamente nel 2010.

Oltre al numero 1.96.96, sono da poco nati altri numeri del Telefono Azzurro: 114 Emergenza infanzia, Utile quando un bambino è in situazione di pericolo immediato, emergenze, situazioni di disagio e per segnalare immagini, messaggi e dialoghi nocivi provenienti dalla carta stampata, dalla radio, dalla tv e dal web. C’è poi il numero 116.000 per i bambini scomparsi.