Separazione precoce da piccolo? Difficoltà respiratorie da grande

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Secondo una ricerca italiana, condotta dall’Università San Raffaele e dall’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano in collaborazione con l’Istituto di Biologia e Neurobiologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, se da adulti si hanno difficoltà respiratorie o disturbi che le implicano (come i disturbi d’ansia e gli attacchi di panico) questo avviene perchè da bambini si sono vissute esperienze negative, come il distacco precoce dai genitori, che attivano una precisa risposta genetica che altrimenti rimarrebbe inutilizzata o sarebbe utilizzata in modo diverso.

Lo studio è stato condotto sia su un gruppo di gemelli che su un campione di topolini da laboratorio e si spera aiuti a comprendere l’origine psicobiologica dei disturbi ansiosi nell’uomo: secondo i ricercatori infatti la risposta respiratoria diventa abnorme in alcuni soggetti a causa dell’interazione tra il loro patrimonio genetico e condizioni ambientali avverse soprattutto se queste si “manifestano” durante la prima infanzia.

Nel modello animale i topi venivano separati dalla madre biologica per essere affidati a una madre “adottiva” subito dopo la nascita. La scoperta dovrebbe quindi, ipotizziamo noi, essere riferita a soli casi limite. Tuttavia, spiega Marco Battaglia, professore di Psicopatologia dello sviluppo al San Raffaele

Dovremmo essere presto in grado di leggere alcuni cambiamenti di espressione genica che si verificano nell’encefalo di questi animali. La nostra missione ultima resta quella di aumentare le conoscenze dei meccanismi genetici e ambientali che influenzano manifestazioni ansiose nei bambini e giovani adulti, migliorandole strategie di prevenzione, diagnosi precoce e terapia.

Questo studio -aggiunge la ricercatrice del CNR Francesca d’Amato- mostra per la prima volta in un modello animale che lo sviluppo di un organismo allevato in un ambiente ostile sia associato ad alterazioni della risposta respiratoria. Questo “endofenotipo” riscontrabile anche nell’uomo costituisce un punto di partenza fondamentale per la ricerca preclinica su questa patologia

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