Gravidanza, l’uso del cellulare danneggia la salute del nascituro

di Redazione 1

Il telefonino è uno degli oggetti più utilizzati. Ci sono persone che ne sono addirittura dipendenti e poi gli smartphone sono dei piccoli pc con cui chiacchierare, navigare in internet, fissare appuntamenti, fare foto o video. Peccato però che questo straordinario strumento ha parecchie controindicazioni. Uno studio americano mette in allerta le mamme in dolce attesa: l’uso del cellulare durante la gravidanza è stato collegato ai disturbi di comportamento nel nascituro.

L’analisi è stata condotta dai ricercatori dell’Università della California di Los Angeles e ha coinvolto ben 28 mila madri. Gli esperti sostengono che l’esposizione in utero alle onde del telefono fa aumentare il rischio di sviluppare problemi comportamentali. Disturbi che diventano ancora più evidenti nel caso in cui il bimbo inizi fin da piccolissimo a giocare con il cellulare, per imitare mamma e papà.

Le donne coinvolte nello studio facevano già parte del programma della Danimarca conosciuto con il nome di Danish National Birth Cohort. Le informazioni quindi sullo stile di vita, la dieta e le abitudini durante e dopo la gravidanza, tra proprio cui l’uso del cellulare, sono state prese da qui. Inoltre, le signore sono state monitorate per un lungo periodo e dopo sette anni dalla nascita sono state ricontattate per verificare la salute, anche psicologica, del loro bambino.

Dalla ricerca è emerso che i bambini che erano stati esposti all’azione del telefono cellulare sia prima che dopo la nascita avevano il 50% di probabilità in più di mostrare disturbi del comportamento.  Ora bisognerà fare ulteriori indagini per capire bene quanto la salute sia condizionata dal telefono cellulare e quanto da una generica esposizione a onde elettromagnetiche. Però è già un punto di partenza. A tal proposito i ricercatori hanno commentato:

Anche se è prematuro interpretare questi risultati come causali, siamo preoccupati che la precoce esposizione ai telefoni cellulari potrebbe comportare un rischio che, se reale, sarebbe un problema di salute pubblica dato l’ampio uso della tecnologia.