Parto positivo, le nuove guide linea dell’Oms – parte seconda –

di Fabiana Commenta

Le ultime erano state pubblicate negli anni ottanta, ma adesso arrivano le nuove raccomandazioni sul parto da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità: pubblicate nel febbraio 2018 prendono in considerazione tutti gli aspetti relativi alle gravidanze fisiologiche, a basso rischio, puntando a ridurre l’eccessiva medicalizzazione, ma sempre assicurando il massimo rispetto della neomamma.

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Dopo le linee sulla durata del travaglio e sulla velocità di dilatazione, vediamo le linee relative ai controlli, alla fase di espulsione e al post parto. 

Controlli e preparazione al parto

Se la gravidanza è fisiologica e il travaglio è stato spontaneo non c’è bisogno di un monitoraggio cardiotocografico di routine, mentre è necessaria la valutazione del benessere fetale e l’auscultazione del battito cardiaco del bambino secondo i tempi previsti.

Le nuove linee guida sconsigliano anche la pelvimetria di routine, il clistere e la rasatura del pube; nessuna di queste pratiche sembra incidere positivamente sul parto.

Visite vaginali in travaglio, sì, ma con moderazione e quando lo richiedano le condizioni della donna.

 

Gestione del dolore

Si riconosce la possibilità di intervenire nella gestione del dolore: si va dalle strategie dolci  (rilassamento muscolare, respirazione, ascolto della musica, massaggio) fino ai farmaci antidolorifici per arrivare all’epidurale. Ovviamente sarà necessario informare la donna sui pro e i contro di qualsiasi intervento.

Fase espulsiva del parto

Non esistono tempi standard, ma la donna deve essere libera di scegliere la posizione e al momento della fase espulsiva deve essere assecondato il naturale istinto a spingere della donna.

Da ridurre l’episiotomia, il taglietto di cui sia abusa troppo spesso: è necessario informare la donna e avere il suo consenso informativo per procedere.

Dopo la nascita

L’Oms raccomanda l’impiego di ossitocina o altri farmaci uterotonici che possano far contrarre l’utero ridicendo il rischio di emorragia, ma lo stato dell’utero deve essere sempre continuamente monitorato.

Per quanto riguarda il taglio del cordone ombelicale, l’Oms conferma le precedenti raccomandazioni: il taglio non deve avvenire immediatamente, ma essere ”ritardato” e avvenire almeno un minuto dopo la nascita.

 

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