Montata lattea: cos’è e quando arriva

di Redazione 1

montata lattea

Per montata lattea si intende l’avvio della produzione di latte materno da parte della ghiandola mammaria nei primi giorni che seguono il parto. Si tratta di un fenomeno naturale che verifica nella quasi totalità dei casi, e la sua precocità dipende da quando il neonato viene attaccato al seno materno: è infatti proprio la suzione del capezzolo da parte del piccolo a fungere da principale stimolo di questo processo che può manifestarsi dai 2-3 giorni ai 6-7 giorni dopo la nascita.

Di solito, i segnali più evidenti del suo arrivo sono un senso di inturgidimento e pesantezza del seno, che tende ad aumentare di volume, calore ben localizzato, sensazione di tensione della pelle, presenza di un reticolo di vene sulla cute, e un flusso di latte abbondante e scorrevole che tende ad evidenziarsi premendo l’areola mammaria, cioè l’area di pelle scura che circonda il capezzolo.

Questi sintomi si attenuano dopo un periodo la cui durata può variare dalle 10-12 ore ai 2-3 giorni: a questo punto la produzione di latte si stabilizza in base alle esigenze del bambino, il seno si sgonfia e torna ad essere morbido, indurendosi solo quando risulta pieno prima della poppata.

Attaccare presto il bambino al seno è importante, perché permette di garantire un anticipo di circa 24 ore della comparsa del latte; nella fase che precede la produzione del latte materno, il neonato ha già modo di nutrirsi grazie al colostro una sostanza più digeribile del latte vero e proprio, in quanto contiene una minor quantità di grassi e zuccheri, che è perfettamente in grado di soddisfare le esigenze nutritive del bebè nei primi giorni di vita.

Quando il colostro verrà sostituito dal latte nel corso della montata, esso apparirà più fluido, di un colore chiaro tendente al bianco, e ormai completo di tutte i nutrienti necessari alla crescita del bambino; da questo momento in poi la quantità di latte prodotta si misurerà in base all’appetito e alle richiese del piccolo.