Gravidanza e dieta vegetariana: ecco cosa c’è da sapere

di Martina 2

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Come dimostrato da una recente ricerca del National Institutes of Health, del Trinity College di Dublino e dell’Health Research Board dell’Irlanda (e pubblicata all’interno della rivista Paediatrics) i bambini nati da madri vegetariane avrebbero maggiori possibilità, rispetto ai figli di mamme che non seguono un tipo di dieta vegetariana, di nascere con gravi difetti come la spina bifida oppure l’anencefalia (assenza totale o parziale della volta cranica).

Un altro studio pubblicato all’interno dell’American Journal of Clinical Nutrition ha invece appurato che i vegetariani hanno minori possibilità di ammalarsi di cancro. Quindi troveremo sempre pro e contro e se avete scelto un determinato stile di vita non vi stiamo invitando a cambiarlo ma semmai a modificare, almeno in parte, le vostre regole alimentari. Questo perché come ben sappiamo la gravidanza è un periodo particolare e la carenza (o la mancanza) di alcuni cibi potrebbe realmente causare dei seri problemi al nascituro.

Ad esempio, la Vitamina B12 è essenziale per una corretta crescita del feto. Ecco perché le mamme vegetariane dovrebbero aumentare il consumo di latte, uova e di lievito di birra. Senza esagerare perché anche un eccesso non sarebbe salutare per il feto.

Si consiglia inoltre di mangiare verdura cruda oppure cotta al vapore. In particolare il metodo di cottura al vapore è quello che in assoluto altera in misura minore il contenuto degli alimenti e che quindi assicurerà che le vitamine restino nei vari cibi. Mangiare frutta secca, legumi, cereali, tofu garantirà il giusto apporto di proteine.

Il folato, indispensabile in gravidanza, si trova contenuto nei vegetali a foglia verde, nella frutta e nelle arachidi. Sotto questo punto di vista le mamme vegetariane sono “al sicuro”.

In ogni caso si consiglia sempre di consultare un medico che sarà anche in grado di stabilire eventuali carenze presenti in una dieta vegetariana.