Equo e solidale, la nuova spesa sana e veloce

di Antonella Tramacere 2

Fare la spesa è uno dei compiti quotidiani delle mamme, che hanno di conseguenza la responsabilità di portare a casa il necessario per  una delle attività più importanti della nostra vita: mangiare. La sana alimentazione è infatti trivialmente il primo step per vivere in salute e prevenire la maggior parte delle malattie più comuni, dall’ipertensione, all’obesità, ai problemi cardiovascolari, ma anche le complicanze in gravidanza, i problemi del neonato, etc.

Fare la spesa comporta però anche un ingente impiego di tempo, specialmente per le mamme che non infilano semplicemente i prodotti nel carrello senza pensarci troppo su, ma prestano particolare attenzione ai prezzi, agli ingredienti e, perché no, alle marche che li confezionano.

Ecco che il commercio equo e solidale entra in gioco…

Infatti, se la cucina mediterranea tradizionale è sotto tutti gli aspetti quella più opportuna per la salute (perché comporta il maggior numero di verdure, ortaggi, pasta, riso e minor numero di fritti, spezie e cibi grassi), essa è anche etica, perché impone in un certo modo di cucinare in casa e di non esagerare con cibi precotti, salse, merende e altri prodotti in linea con le esigenze del consumo.

Dato che non sempre è facile essere attenti alla spesa, ai prodotti che si comprano e ai prezzi (specie per le madri che lavorano o che hanno poco tempo a disposizione) i gruppi di acquisto equo solidale (Gas) si stanno diffondendo sempre più, come gruppi di persone che si organizzano spontaneamente per comprare insieme all’ingrosso o da produttori locali, che utilizzano metodi di produzione più naturali e controllati.

Ormai i gruppi di acquisto solidale sono presenti in ogni quartiere delle città, ma anche nelle province, dove i produttori locali sono ancora più facilmente raggiungibili. Ci si organizza a rotazione, solitamente una o due volte a settimana, per comprare il necessario per tutti, utilizzando le quote che ogni partecipante anticipa.

Diversi sono i siti che oggi si impegnano a dare indicazioni su come gestire questa pratica e renderla sempre più vantaggiosa per i partecipanti e molti genitori preferiscono fare la spesa in questo modo, approfittando delle occasioni in cui ci si deve recare dai produttori per portare i bambini all’aria aperta, far loro conoscere il mondo dell’agricoltura, passare un pò di tempo insieme e, a quanto sembra, anche prevenire la miopia.