La cura del bambino è una fatica per sole mamme?

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Curare il bambino è davvero faticoso, soprattutto i primi di mesi di vita, quando molte mamme passano intere giornate da sole, in casa, con il piccolo. Mangia, dorme, va cambiato e poi ci sono le colichette da sedare e i dentini che iniziano a spuntare. La vita diventa una strana routine impostata sul bioritmo del bimbo. È successo così anche a voi? È un momento di gioia, ma alcune donne si sentono vinte e anche un po’ schiacciate dal peso di questa nuova responsabilità.

La lamentela più comune è: sono sola. È un classico e queste due paroline scappano non solo alle mamme single, ma anche alle donne sposate con un marito presente o a quelle che hanno i nonni vicini. Credo che sia, più che una vera lamentela, uno stato mentale che si protrae anche superati i sei mesi del pupo. Le mamme hanno la sensazione di essere le uniche a sapere cosa di cui ha realmente bisogno il proprio piccolo e fanno fatica a delegare.

Intendiamoci, il feeling che c’è tra un neonato e la sua mamma è un legame unico, ma non deve essere esclusivo. Spesso si tende a mettere in discussione il ruolo del padre (non c’è mai e non aiuta), ma molte donne non danno neanche al proprio partner lo spazio giusto affinché sia in grado di gestire e conoscere il piccolo, proprio come una mamma. È molto complicato, ma quando nasce un bambino, il primo sforzo che bisogna fare è mettere da parte la propria gelosia e imparare a farsi aiutare anche dai papà.

Infine, c’è un altro problema. Ci sono madri che hanno bisogno di essere supportate dai nonni, soprattutto se devono rientrare al lavoro. Che ruoli devono avere i nonni nell’educazione dei piccoli? Non si può pensare che siano solo degli esecutori. È normale che nel corso della giornata diano dei vizi, che i genitori forse non darebbero, o si permettano di sgridare il pargolo quando lo ritengono opportuno.  Sono cose che possono dare fastidio ma purtroppo se accettate che il vostro bimbo stia dai nonni è necessario anche scendere a compromessi: non si può pensare di sgridare i nonni o privare i bambini del privilegio della loro compagnia.