Covid 19: La variante inglese arriva in Italia colpendo i bambini

di Gio Tuzzi Commenta

La variante inglese del Coronavirus, è stata individuata nel Regno Unito nello scorso dicembre 2020, in contemporaneità ad un aumento dei contagi. Nei due mesi successivi, l’OMS ha notificato la diffusione del contagio anche in altri Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa. Suddetta variante, si manifesta con sintomi evidenti, dimostrandosi notevolmente più aggressiva della prima: la variante del Covid 19, è nata dalla mutazione di una proteina in numerose regioni del genoma. Sono principalmente tre le caratteristiche negative della variante inglese:

-Maggiore trasmissibilità;

-Maggiore virulenza;

-Aumento del tasso di mortalità;

Da una serie di studi, è stato appurato che la variante si è diffusa con maggiore rapidità, in particolare tra le frange giovani della popolazione (bambini e adolescenti), che non erano stati interessati invece dalla variante precedente. Il virus, si palesa più aggressivo, con sintomi gravi, quali febbre, difficoltà respiratorie, nausea e vomito e indolenzimento muscolare e osseo. Inoltre, il tasso di mortalità sembra essere in aumento, pari circa al 30% in più. Gli scienziati interessati nell’ambito della ricerca, hanno affermato che la reazione dell’organismo è più forte, proprio perché il sistema immunitario riconosce la maggiore carica virulenta del virus, rispondendo con una sintomatologia molto più forte.

Variante inglese
Aumentano i casi a seguito della diffusione della variante del Covid 19

La rete del contagio si è ampliata anche a causa del fatto che suddetta variante inglese, attacca i bambini e gli adolescenti: secondo le indagini condotte dal Comitato Tecnico Scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità, la variante inglese si è diffusa con maggiore rapidità proprio perché a contrarlo erano gli studenti. Per questa ragione, è stata suggerita la chiusura delle scuole e promossa nuovamente la didattica a distanza, per arginare il contagio.

L’ISS sostiene inoltre che la variante inglese, diventerà la dominante nella prossima primavera: i dati attestano che i casi che hanno contratto suddetta variante del virus, sono abbastanza numerosi in diversi Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa.

 

Non è ancora chiaro se i vaccini che sono stati somministrati fino ad ora, siamo in grado di “proteggere” dal contagio di questa specifica variante, e questo rappresenta un altro dato importante; è certo però che i tamponi molecolari, siano perfettamente in grado di rilevare la presenza del Virus Sars Cov-19 e delle sue varianti, inclusa quella inglese. I tamponi rapidi, invece, vanno analizzati in fluorescenza, con un’indagine specifica.

 

L’indice di contagio è nuovamente alto in tutto lo stivale, e in moltissimi Paesi Europei oltre che nel resto del mondo ed è per questo che sono state attuate nuove misure restrittive, con una nuova suddivisione delle zone in cui il tasso di contagio è alto, con chiusure e restrizioni, volte a ridimensionare i numeri che hanno allertato negli ultimi tempi.