Un premio promesso ai piccoli iperattivi può sostituire i farmaci

di Micol 2

Abbiamo già trattato qui su Tuttomamma il tema dell’iperattività nei bambini, una sindrome che divide la comunità scientifica, alcuni sostengono che in realtà la malattia non esista e che sia solo una macchinazione della case farmaceutiche per spingere determinati medicinali altri invece ritengono che  la ADHD sia una patologia vera e propria che necessita di una cura  e di terapia psicologica.

E visto che oggi ho trovato questa nuova notizia sull’iperattività ho pensato di condividerla con voi. Da una ricerca della Nottingham University è emerso che dei premi dati al bambino in caso di comportamento positivo abbiano lo stesso effetto di un farmaco, l’importante è che il riconoscimento venga dato immediatamente in modo che il bimbo associ il regalo alla buona condotta.

La ricerca ha studiato l’attività celebrale dei bambini alla prova con dei videogames. Nel videogame i piccoli volontari dovevano cacciare gli alieni di alcuni colori ed evitare gli alieni di altre tinte, mentre la loro attività cerebrale veniva monitorata attraverso un elettroencefalogramma. L’attività ludica era stata studiata appositamente per verificare il tasso di resistenza alla tentazione impulsiva di catturare l’alieno sbagliato. Il gioco è stato poi proposto in due varianti, di cui una prevedeva un ammontare di premi e penalità cinque volte superiore all’altra. E in quest’ultima variante il premio attribuito ai giovani giocatori è risultato avere la stessa efficacia del Ritalin, uno dei più comuni farmaci utilizzati per mitigare la sindrome da iperattività, normalizzando le stesse aree del cervello (via corriere.it).

In pratica la promessa di un riconoscimento esercita lo stesso effetto della medicina in quanto il premio riesce a far mantenere la concentrazione ai piccoli in vista dell’obiettivo. Ovviamento ciò non vuol dire che le medicine siano superflue ma che sarebbe positivo miscelare le due “modalità” di cura.

Purtroppo che si voglia riconoscere o no sempre più bambini soffrono di iperattività e ciò è imputabile alla società in cui i piccoli si trovano  a vivere, troppi stimoli e troppa fretta, una miscela esplosiva in cui il tempo non è mai sufficiente. Per fortuna esistono diversi gradi di iperattività, c’è il bambino che non sta mai fermo e passa da un gioco all’altro e c’è poi quello che per l’impulsività commette gesti pericolosi per se stesso e per gli altri. Magari proprio nei casi meno gravi è sufficiente la regola del premio senza dover somministrare nessun farmaco. Mi viene da pensare che forse dovremmo far nascere i nostri figli lontani dalle grandi città, effettivamente le nuove generazione nascono con il piede sull’acceleratore.