Bambini con Bisogni Educativi Speciali (BES): il compito della scuola

di Gio Tuzzi Commenta

L’acronimo BES, indica i Bisogni Educativi Speciali, categoria a cui appartengono i bambini che manifestano disturbi psico-fisici, fisiologici, cognitivi, sociali o culturali.

L’acronimo BES, indica i Bisogni Educativi Speciali, categoria a cui appartengono i bambini che manifestano disturbi psico-fisici, fisiologici, cognitivi, sociali o culturali. Suddetta categoria, è stata inclusa nelle disabilità con la legge 170/2010, che ha stabilito che i bambini BES (con bisogni educativi speciali) e i bambini con diagnosi DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), necessitano da parte della scuola, di una risposta precisa e adeguata, che sia consona alle specifiche problematiche dell’alunno/a con suddetti disturbi.

Nello specifico, appartengono alla categoria BES, i bambini con disturbi comportamentali, con disturbi cognitivi, dell’umore, o con disturbi psico-fisici, o anche sociali ed economici.

 

La scuola, gioca un ruolo fondamentale nella formazione dei bambini che presentano problematiche sui generis: gli insegnanti, che solitamente individuano per primi determinate la manifestazione di un disagio o di specifiche carenze o difficoltà, devono comunicarlo ai genitori. Anche la famiglia gioca un ruolo fondamentale: i genitori devono aiutare il proprio figlio a convivere con le proprie difficoltà e accettare il supporto scolastico, e garantire l’inclusività.

 

E’ importante che tra ci sia una specifica sinergia tra il nucleo scolastico quello familiare, per indirizzare al meglio il bambino verso il recupero delle proprie lacune, e garantirgli cosi nel tempo un miglioramento. I bambini BES cosi come i DSA, sviluppano una maggiore e più evidente sensibilità: essendo (nella maggior parte dei casi) perfettamente consapevoli delle proprie difficoltà, tendono a manifestare una maggiore fragilità e una maggiore insicurezza nelle proprie capacità.

E’ di fondamentale importanza che i genitori e gli insegnanti, forniscano ai bambini con queste difficoltà un supporto emotivo, migliorando cosi l’autostima del bambino e agevolando di conseguenza il lavoro didattico. Bisogna dare lori una motivazione, forza in se stessi, consapevolezza dei propri limiti, con lo scopo di poterli superare.

 

I bambini BES, necessitano spesso di un programma didattico mirato e personalizzato: questo stesso programma, può essere svolto con il supporto di un’insegnante di sostegno e con l’utilizzo di strumenti tecnologici specifici come la calcolatrice, la Lim (lavagna elettronica) e i pc portatili e tablet, cosi come l’utilizzo di letture da parte dell’insegnate, riassunti, schemi e mappe concettuali, che facilitano l’apprendimento rendendolo più immediato e fluido.

 

Il 27 dicembre 2012, è stata emanata una direttiva ministeriale, che rappresenta un ampliamento della precedente legge 170/2010, che include l’inserimento di strumenti compensativi e misure dispensative per il supporto ai Bisogni Educativi Speciali, e il supporto di una serie di figure specifiche, che operano in collaborazione con la scuola sul piano territoriale.