Covid-19 e gravidanza: l’esperienza del parto in solitudine

di Gio Tuzzi Commenta

L’emergenza sanitaria causata dal virus Sars-Cov 19, ha determinato una riorganizzazione del sistema sanitario e delle sue regole. Per arginare la diffusione del contagio e alleggerire di conseguenza il sovraffollamento delle strutture, sono state chiuse le porte ai visitatori, sono state aperti dei reparti destinati ai pazienti Covid e sono state imposte regole per favorire la funzionalità del lavoro del personale medico e paramedico. Questo cambiamento, ha interessato anche le gestanti, che hanno dovuto vivere l’esperienza del parto in solitudine.

 

La nascita ha sempre avuto una dimensione corale, dimensione che è stata schiacciata dalle nuove regole anti-contagio. Il Covid tesse attorno a sé tele di solitudine, di isolamento, di paura, una paura che non è solo quella di contrarre il virus e ammalarsi, ma anche quella di vivere in solitudine un momento importantissimo come quello del parto.

Parto ai tempi del Covid
Partorire ai tempi del Covid 19

Sono state diverse le testimonianze delle donne che hanno vissuto la gravidanza in isolamento, nel terrore di dover affrontare il parto in totale solitudine, senza il supporto del proprio compagno, o di un familiare. Testimonianze che sono diventate pagine di un periodo storico, che ha cambiato tutto, anche il modo di vivere la nascita, il modo di vivere la vita e il modo di vivere la morte.

 

Partorire ai tempi del Covid, ha comportato questo: la completa perdita di coralità, di contatto, di supporto e per certi aspetti di umanità. Testimonianze diverse, hanno tutte lo stesso comune denominatore, la solitudine. E’ questo l’aspetto che maggiormente passa in risalto, quello psico-emotivo: il Covid è un virus dai numerosi effetti collaterali, effetti che ripiegano sull’animo umano, schiacciandolo inesorabilmente.

 

Il parto, che da sempre rappresenta una sorta di rinascita per la donna, si è trasformato per molte in una condizione di completo spaesamento: parto in solitudine, significa travaglio in una saletta insieme ad una donna che è nelle stesse condizioni, significa paura del dolore, paura per sé stesse, paura per il proprio bambino; significa essere assistite da un personale efficiente, ma comunque estraneo rispetto ad un familiare, significa paura del parto, senza il supporto del proprio compagno, significa vivere con l’ansia dell’affrontare un’esperienza cosi complessa contando solo sulla propria forza.

 

Molte donne che hanno vissuto il parto in solitudine ai tempi del Covid, hanno raccontato delle condizioni in cui si sono travate ad affrontare il post parto, isolate e senza il supporto della propria famiglia. Molte risultate positive al tampone, non hanno potuto vedere il proprio bambino nei giorni successivi, altre hanno dovuto affrontare lo stress post parto completamente da sole. Il supporto, che è alla base di un’esperienza singolare come quella della nascita, è venuto a mancare, e ad esso si è sostituita la solitudine.