Bambino di 5 anni abbandonato alla stazione di Termini

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Ad accorgersi del pianto del bambino abbandonato a se stessi sono stati il personale di un ristorante e una pattuglia di carabinieri in servizio alla stazione Termini di Roma. Secondo i primi accertamenti, la mamma si era allontanata dicendo che sarebbe tornata subito, invece non si è fatta vedere. Sarà successo qualcosa? Si è allontanata di proposito? Le ipotesi sono ancora al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di dare un volto alla donna responsabile dell’abbandono di un figlio di appena 5 anni.

Da quello che è saputo il piccolo non ha saputo fornire le sue generalità ne indicare il paese d’origine anche se è molto probabile che venga dall’Europa dell’Est. La mamma le ha detto che andava a comprare le sigarette e che sarebbe tornata subito e il bambino ha diligemente aspettato su una panchina all’esterno del ristorante. Sono passate le ore ma della madre nessuna traccia, fino a che, giunte le ore 20:00 il personale del ristorante ha deciso di denunciare l’accaduto.

Attualmente il bambino è ospite di una struttura d’accoglienza. I carabinieri stanno visionando i filmati delle telecamere della stazione Termini per risalire all’identità della donna. Dalle prime ipotesi è plausibile che si tratti di un abbandono volontario, ma non è escluso che alla donna possa essere successo qualcosa.

Purtroppo il tema dell’abbandono è ancora un agomento tremendamente attuale. Marco Griffini, Presidente dell’Ai.Bi. – Amici dei Bambiniecentemente ha dichiarato:

Oggi occorre prendere atto che, quando si parla di abbandono, non lo si considera più, come in passato, un problema di un singolo minore; oggi l’abbandono riguarda un intero “popolo”: il popolo degli “schiavi”; coloro che sono stati segnati da questo terribile male. Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza umanitaria, nella quale è coinvolto un intero popolo, cioè una massa enorme di persone, bambini, ragazzi, ma anche adulti. Di fronte a tale grido si devono tracciare nuove strategie di lotta per combattere questa quarta emergenza umanitaria