I bambini obesi pensano più lentamente di quelli magri

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Non è la prima volta che affrontiamo il tema dell’obesità infantile, perché è diventata una vera e propria piaga nel futuro delle nuove generazioni. Considerate che solo in Italia un quarto dei bambini è obeso e si arriva a oltre il 33 percento se si considerano anche i piccoli in sovrappeso. Che cosa comporta? Ovviamente, il rischio è quello di sviluppare diverse malattie, da quelle cardiovascolari al diabete, alla sindrome metabolica, riducendo le aspettative di vita notevolmente.

A questo quadro, decisamente sconfortante, si aggiunge un nuovo studio, realizzato dagli scienziati della University of Michigan State, Illinois e pubblicato sulla rivista Cerebral Cortex, che dimostra che i bimbi obesi sono pensatori più lenti. Durante la ricerca è stato evidente che i bambini obesi fanno più fatica a rispondere alle domande e mostrano segni di processi di pensiero più faticosi. Per quale motivo? Dovrebbero avere processi cognitivi meno sviluppati nella corteccia prefrontale e nella corteccia cingolata anteriore.

Allo studio hanno preso parte 74 piccoli di entrambi i sessi, con un’età compresa fra 7 e nove anni, metà dei quali avevano un alto indice di massa corporea (IMC o BMI). I dati elaborati sono davvero incredibile: i bimbi più pesanti hanno tempi di reazione più lunghi del 7 -15 percento rispetto ai bimbi più magri. Inoltre, formulano più facilmente risposte sbagliate.

Questa ricerca, ovviamente, non sta dicendo che i bambini hanno un quoziente inferiore o che il quoziente è influenzato dal peso. Semplicemente si sta ponendo ancora una volta l’accento sui pericoli di un peso eccessivo: l’obesità danneggia la salute sotto tanti punti di vista diversi. Come fare? Prevenire è meglio che curare. State molto attenti alla dieta del piccolo di casa e cercate di tutelare il suo stile di vita. Deve dormire bene, avere giornate molto regolari e fare un po’ di sano movimento.

 

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