I bambini italiani sono i più grassi d’Europa: superano il 35%

di Redazione 1

Obesità infantile

Triste record per l’Europa e per l’Italia. Ancora una volta, i dati dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità sull’obesità infantile non sono per nulla confortanti. In numerosi Paesi, obesità e sovrappeso sono triplicati e oggi circa il 4% dei bambini d’Europa è affetto da obesità. Sono moltissimi genitori (e non solo) che non riescono a vedere i chili di troppo per quello che sono realmente: una malattia. Favoriscono lo sviluppo di diabete, problemi cardiocircolatori, ma anche sindrome metabolica nel corso della vita.

L’obesità infantile è in continuo aumento e, in molti Paesi europei, un bambino su cinque è affetto da obesità o sovrappeso. Un preoccupante dato di fatto è rappresentato dalla persistenza dell’obesità infantile nell’età adulta.

Si evince dal rapporto sulla salute in Europa, pubblicato dall’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS. In questo quadro, brilla la nostra bella Italia e ancora una volta ci distinguiamo, purtroppo, non in positivo. Possiamo portarci a casa un bel record: circa il 23% dei bambini in fascia d’età tra 9-11 anni risultati in sovrappeso, mentre il 12% è obeso. Totale: il 35 percento dei piccoli italiani ha problemi di peso (più di uno su tre).

Come mai? Noi che ci nascondiamo dietro la bandiera della Dieta Mediterranea stiamo crescendo generazioni obese. Sicuramente il principale problema è di carattere culturale. Il cibo è cultura. Anche nelle nostre famiglie è sempre più diffusa la moda di mangiare cibo spazzatura, ricco di calorie vuote e senza valore nutrizionale. Aggiungiamo poi che i bambini fanno poco movimento (i genitori lo stesso) e preferiscono divertirsi sul divano tra videogame e televisione.

Nel tempo libero, difficilmente, le famiglie passano del tempo all’aria aperta, fanno gite in bicicletta o passeggiate. Questa situazione non fa bene alla salute, anche se sembra molto piacevole. Ci vuole un piccolo sforzo per arginare quanto prima il problema obesità e siamo noi genitori a doverlo farlo.

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