Asili nido, solo 12 bambini su 100 ne usufruiscono

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La fine delle vacanze segna per tutti i bambini un passaggio importante: si torna a scuola per i più grandi e si fa l’inserimento all’asilo nido per i cuccioli. Quante volte avete sentito dire che al nido non si trova posto e che molti piccolini devono andare in strutture private con un ingente peso sulle tasche di mamma e papà? È così. Una nuova indagine Istat, dimostra che riescono a usufruire di questo servizio a livello comunale il 17,5% al Centro, poco meno nel Nord-Est e solamente il 3,6% al Sud.

Un dato impressionante per due motivi: prima di tutto è evidente il divario tra Nord e Sud e poi perché, differenze d’Italia a parte, sono pochissimi i bambini che accedono a questi servizi.  Ci sono comuni che hanno il nido, ma i posti sono limitati e non riescono a servire tutte le richieste e comuni che invece non hanno neanche la struttura (la media nazionale è del 50,7 percento, ovvero la metà delle cittadine).

Secondo le direttive dell’Unione Europa dovrebbero essere molto diverse le cose: avremmo dovuto entro il 2010, ovvero ben 4 anni fa ormai, fare in modo che almeno un terzo dei bambini italiani in età potessero frequentare un nido pubblico o convenzionato con il pubblico. Così non è stato e soprattutto il nostro Paese non è in grado di adeguarsi.  Mancano i fondi, manco le strutture e probabilmente manca anche la volontà. È brutto da dirsi ma gli investimenti per le famiglie sono sempre gli ultimi, probabilmente perché non generano sufficientemente profitto.

Scopriamo inoltre quanto costa un bimbo al nido: circa 1.382 euro all’anno, con sostanziali differenze, come sempre, da Nord a Sud. Al Nord-Est 1.704 euro, al Nord-Ovest quasi la metà con 827 euro, al Sud solo 203 euro. Un nido privato costa mediamente 600 euro, poi dipende dal servizio e dal numero di ore che fa il bambino. Se ci pensiamo, una follia.

 

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