Aptonomia, come entrare in contatto con il bebè all’interno del pancione

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Aptonomia, come entrare in contatto con il bebè all'interno del pancione

 

Capita spesso, osservando una futura mamma, di vederla accarezzarsi il pancione quasi in maniera assorta, persa nei suoi pensieri. Si tratta di un gesto istintivo che mira quasi a voler stabilire di già un contatto con il proprio bambino. Ciò non è impossibile, anzi, e l’aptonomia ne è la prova. Di cosa i tratta? Della stimolazione prenatale e dell’interazione fisica precoce tra mamma e bimbo attraverso il senso del tatto quando il feto è ancora nel pancione. L’aptonomia rappresenta una vera e propria scienza, è nata in Olanda abbastanza recentemente, grazie ad un medico di Stoccarda, il dottor Eric Reinhold il quale avrebbe osservato come dei bambini dormienti in utero potessero venire svegliati dalla propria mamma in assenza di alcun tipo di suono. L’aptonomia può essere praticata a partire dal 5à mese di gravidanza e fino al momento del parto. Si sconsiglia di effettuarla prima in quanto il feto non è ancora pronto per tale tipo di stimolazione.

Tale pratica comporta, come è facile dedurre, una serie di benefici sia per la mamma che per il bambino. Innanzitutto tende a promuovere il rapporto tra madre e figlio in maniera precoce. Rende poi la mamma ancora più partecipe della propria gravidanza, dei cambiamenti che sia lei stessa che il bambino andranno via via ad affrontare. Infine favorisce un primo contatto con entrambi i futuri genitori.

La tecnica in questione, molto conosciuta in America, ma ancora poco praticata in Italia, si esplica in una serie di esercizi che vanno ripetuti e che hanno come scopo quello di instaurare e rafforzare il rapporto con il feto, coinvolgendolo in un certo senso, sotto il profilo sia emotivo che intellettivo. Importante sarà coinvolgere anche il papà in modo da non escuderlo da quello che può essere l’inizio di un rapporto familiare dal quale nessuno si senta parte estranea.

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