Scuola materna, maestra punisce i bambini lasciandoli sotto il sole delle 14

di Mariposa 3

Punire un bambino non è mai una scelta educativa. È vero che ci sono situazioni in cui diventa quasi impossibile non porsi con una certa durezza, per fargli capire che certe cose non si fanno, che sono sbagliate e magari anche pericolose. Ma deve esserci un limite. Un tempo i piccoli, a scuola (e in alcune case), finivano in un angolo, oggi invece cosa si fa?

Si discute tanto di pedagogia, forse troppo, e al tempo stesso si leggono delle situazioni davvero incredibili, che fanno mettere in discussione il ruolo di alcuni genitori e soprattutto di alcuni insegnanti. L’ultimo fatto, davvero increscioso, è stato raccontato da una mamma blogger, dalle pagine web del suo sito The Bonzis.  In una scuola materna pubblica, una supplente ha lasciato sotto il sole delle 14, due bambini in punizione. È intervenuta anche la bidella per farle presente che mancava l’ombra e poteva essere pericoloso, ma nulla…

La supplente, ai genitori, ha detto di non essersi accorta del sole. Una scusa veramente assurda, che offende l’intelligenza di ogni adulto. Ma c’è di più. Dopo aver consultato il corpo docente ed essersi lamentati con la coordinatrice, è emerso che la scuola è impossibilitata a mandare via a meno di gesti violenti sui bambini i propri insegnati, anche supplenti. Lasciare un bambino sotto il sole quindi non è un gesto violento? Forse c’è da chiedersi in che cosa consista la violenza. Bisogna vedere situazioni come quelle di Rignano per indignarsi e fare qualcosa?

È importante che i maestri, i professori, gli insegnanti in generale non perdano la loro autorità. Devono poter insegnare ai bambini liberamente, aiutarli nel percorso didattico e anche, nel caso ce ne fosse la necessità, punirli. Hanno però degli strumenti didattici, come i compiti e i voti, non certo le punizioni corporali. Per fare in modo che i buoni maestri continuino a svolgere il loro lavoro con dignità e autorità, è fondamentale eliminare le mele marce, mettere dei limiti a ciò che si può e non si può fare e, soprattutto, dare ai genitori la possibilità di difendersi.

Se avete vissuto storie simili a queste, provate a raccontarcele. Che cosa avete fatto e soprattutto siete riusciti a ottenere qualcosa?

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