Il reflusso gastroesofageo nei neonati

di Redazione 4

reflusso-gastroesofageo-neonatoNoi mamme abbiamo mille timori e tantissime paure, soprattutto quando ci troviamo ad accudire il nostro primo figlio, ci chiediamo sempre se sia normale che accadono determinate cose oppure se è il caso di consultare il pediatra. Uno di questi timori riguarda il rigurgito nel neonato, in particolare la preoccupazione di comprendere se è un fenomeno fisiologico o se il nostro piccolo soffre di reflusso gastroesofageo.

Tutti i neonati durante il primo hanno di vita rigurgitano spesso e ciò è dovuto al fatto che l’apparato digerente del piccolo è ancora immaturo, nello specifico il cardias la valvola che impedisce al cibo di risalire dallo stomaco all’esofago non riesce a contrarsi in modo corretto. Ma come poter capire se il rigurgito rientra nella normalità oppure ci troviamo di fronte al reflusso grastroesofageo?

Per rispondere a questa domanda è necessario sapere che esistono tre tipi di reflusso: il reflusso fisiologico, il reflusso sintomatico e il reflusso patologico.

Il reflusso fisiologico è ciò che colpisce la maggior parte dei neonati sani e che non deve destare alcun allarme, se il piccolo, nonostante i rigurgiti, ha voglia di mangiare, cresce regolarmente, è tranquillo, dorme la notte e bagna circa sei pannolini al giorno emettendo anche feci, non c’è motivo di preoccupazione. Questo disturbo di solito scompare verso i sette mesi con l’introduzione dei cibi solidi, il pieno sviluppo della valvola del cardias e quando il piccolo impara a stare seduto.

Il reflusso funzionale o sintomatico si ha quando gli episodi di reflusso sono molto frequenti ma non influiscono sulla crescita e sullo stato di salute generale del bambino. Il piccolo oltre a rigurgitare, ha anche episodi di vomito che possono manifestarsi fino ad un decina di volte al giorno, subito dopo la poppata o a distanza di qualche ora. Questo tipo di reflusso si cura con delle semplici regole alimentari e di comportamento. Per essere più chiari bisognerà mettere a dormire il bambino sulla schiena, in posizione leggermente rialzata, quasi seduta, ciò aiuta ad alleviare il reflusso. E per quanto riguarda il mangiare sarà bene sostituire il suo latte con un latte ispessito un prodotto al quale sono stati aggiunti alcuni addensanti.che servono a renderlo più denso e a impedirne la risalita in esofago. Sarà bene anche non stringere troppo il pannolino, ciò potrebbe stimolare il rigurgito. Questo tipo di reflusso scompare da solo, leggermente più avanti con l’età verso i diciotto mesi.

Il reflusso patologico comporta tutta una serie di sintomi tipici, il piccolo si rifiuta di mangiare, non cresce in modo regolare, è anemico, vomita spesso, ha frequentemente il singhiozzo e piange spesso. Inoltre a questi sintomi si possono associare anche asma, laringospasmo, difficoltà di respirazione, irritabilità, pianto notturno e difficoltà nel dormire. La discriminante che permette di distinguere il reflusso sintomatico da quello patologico è il peso del bambino e il suo ritmo di crescita, nel caso in cui il neonato arresti lo sviluppo, ci troviamo davanti ad un reflusso patologico che alla lunga può portare alla malattia del reflusso gastroesofageo (malattia rara ma che richiede accertamenti poiché le regole alimentari e gli antiacidi non friducono i sintomi).

Nel caso in cui il reflusso sia patologico, quando il cibo risale verso lungo l’esofago porta con se i succhi gastrici che possono alterarne la mucosa irritandola, arrossandola, provocando edema o addirittura vere e proprie ulcere, ciò provoca dolore, pianto, nervosisimo nel neonato. In questi casi più gravi il pediatra valuterà la necessità di eventuali terapie e se necessario prescriverà degli antiacidi per alleviare i sintomi del disturbo.