Primo parto in Italia dopo gravidanza in circolazione extracorporea

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Ci sono gravidanza che sanno del miracoloso, che sono storie così incredibili che sanno di straordinario, che legano vita e morte in modo indissolubile. Qualche settimana fa all’Umberto I di Roma ha partorito una donna che ha portato avanti parte della gravidanza in circolazione extracorporea. E’ il primo caso in Italia e il terzo al mondo.

neonato

La donna, affetta da influenza H1N1, ha partorito il 9 febbraio scorso al settimo mese di gravidanza in circolazione extracorporea con taglio cesareo. Rosa arriva al Policlinico Umberto I alla 27/a settimana di gravidanza con una sospetta diagnosi di H1N1 (influenza aviaria). La paziente è stata messa in coma farmacologico ed è stata sottoposta a circolazione extra-corporea. Al cesareo ha partecipato il team di terapia intensiva, il professor Benedetti-Panici che in 1 minuto ha effettuato il taglio cesareo, il professor De Curtis della terapia intensiva neonatale. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha annunciato così l’evento:

“Tutto ciò è stato possibile perché al Policlinico Umberto I hanno applicato una tecnica avanzata e all’avanguardia, si chiama ‘circolazione extracorporea. Rosa è stata sedata per 20 giorni e il funzionamento dei suoi polmoni è stato sostituito da una macchina. E’ il terzo caso di questo tipo nel mondo, il primo in Italia. Una bella storia che ci fa piacere condividere. Grazie e complimenti ai medici, agli infermieri e a tutti i professionisti che si sono prodigati con successo su questo caso: anche questa è la sanità del Lazio che cambia”.

Al mondo è arrivata Ludovica nata a 30 settimane di gravidanza con un peso di 1400 g. La bimba ha presentato alla nascita la malattia delle membrane ialine polmonari. E’ una malattia che interessa i neonati molto prematuri ed è causata dalla mancanza del surfattante che è una sostanza che favorisce l’espansione polmonare. E’ stata alla nascita intubata, sedata e ventilata per 4-5 giorni. Ora la bambina sta bene e presto andrà a casa.

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