I pediatri danno l’allarme: per i prossimi 5 anni non ci saranno nuovi antibiotici

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Gli antibiotici sono dei farmaci letteralmente salvavita e sono molto usati, a volte abusati, in età pediatrica. Per anni hanno rappresentato lo scoglio sicuro cui approdare: molto spesso venivano somministrati più per far star sereni i genitori, che per la reale necessità dei bambini. Si sta assistendo a un’importante inversione di rotta da parte dei pediatri italiani: gli antibiotici si devono assumere in modo appropriato a seconda del singolo caso e soltanto quando siano realmente necessari.

La brutta notizia riguarda proprio l’abuso di questi farmaci: questo malcostume ha fatto sì che ormai il “bagaglio antibiotici” sia finito e che non possiamo contare su nuove molecole per almeno i prossimi 5 anni. Paola Marchisio, Dirigente Medico presso l’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano, ha commentato:

Gli antibiotici sono farmaci preziosi ma vanno usati correttamente e con equilibrio. E’ fondamentale che prima di prescrivere un antibiotico ci sia una diagnosi certa di infezione verosimilmente batterica da parte del pediatra, altrimenti si corre il rischio, come sta accadendo nel nostro Paese, che alcuni di questi farmaci spesso così abusati, perdano di efficacia.

Utilizzarli correttamente vuol dire anche darli al bambino non solo in caso di reale bisogno, ma anche nel modo corretto. Devono essere somministrati ai dosaggi raccomandati dal pediatra, con il numero di dosi indicate nell’arco della giornata e per tutto il tempo utile ad ottenere la completa eliminazione dei batteri che hanno causato la malattia, di solito per non meno di 7-10 giorni. Non è tutto, la confezione deve essere aperta all’inizio di ogni nuova terapia.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Arno nel 2011, gli antibiotici sono farmaci comuni: li ha assunti il 42% dei bambini di età inferiore ad 1 anno, il 66% di quelli di 1 anno e il 65% tra i 2 e i 5 anni. L’Italia risulta tra i Paesi europei con i livelli più elevati di antibiotico-resistenza.

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