La paghetta: come, quando e perchè

di Redazione 1

I bambini, a partire soprattutto dall’età scolare, chiedono spesso e volentieri denaro ai propri genitori per soddisfare le loro diverse esigenze: le merende, i videogiochi, i fumetti, etc.. Per risolvere questa questione molti genitori scelgono di dare una regolare paghetta ai propri figli. Non tutti, però, sono d’accordo, considerando la paghetta poco adeguata per i bambini, soprattutto quelli più piccoli. Ogni genitore, quindi, sceglie se, quanto e come dare la paghetta ai propri figli. In compenso, come sostengono gli esperti, dare del denaro da amministrare al bambino può essere molto educativo, sia dal punto di vista psicologico che sociale.

La paghetta, infatti, rappresenta un importante momento di crescita e di responsabilizzazione per il bambino. Con la paghetta il bambino impara a conoscere il valore del denaro e a gestirne una piccola somma. Il bambino, attraverso una regolare paghetta, acquisisce una maggiore autonomia e, allo stesso tempo, si sente ancor di più un membro della famiglia.

Il compito di amministrare del denaro aiuta i bambini ad operare delle scelte e a mettere da parte i soldi per ottenere le cose che più desiderano. Un importante aspetto da considerare è a che età iniziare a dare la paghetta. Non esiste una regola fissa ma bisogna tener presente che dare del denaro ha senso solo se ne conosce il significato. Sarebbe opportuno aspettare che sia il bambino a richiedere del denaro o, comunque, non iniziare con la paghetta prima che il bambino abbia imparato a contare e a fare le operazioni, quindi verso gli 8 anni. Per quanto riguarda la cifra da elargire ai propri figli, tutto dipende dall’età del bimbo, dal budget a disposizione e dalle spese che la paghetta dovrà coprire. Può accadere che il bambino riceva una paghetta inferiore a quella dei suoi amici: se il genitore non può o non vuole aumentarla non bisogna preoccuparsi poichè il bambino deve imparare che ogni famiglia è diversa dall’altra e che esisterà sempre qualcuno che avrà più di lui.

Una volta stabilita la paghetta e le sue regole, è bene che i genitori non interferiscano sulle scelte del bambino permettendogli di fare le proprie esperienze e, perchè no, di commettere degli errori. Può succedere, se  il bambino fa qualcosa di sbagliato o si comporta male, che i genitori decidano di sospendere la paghetta. Questo può essere educativo ma solo se lo sbaglio del bambino è legato alla sfera del denaro come ad esempio la rottura di un oggetto che può essere punita con l’uso della paghetta per ripagare l’oggetto in questione. Sospendere la paghetta per un lungo periodo, però, può creare dei risentimenti tra genitori e figli e spingere il bambino a rubare del denaro.

La paghetta, quindi, può essere un passaggio importante per la crescita del bambino ma deve essere gestita con fermezza e decisione da parte dei genitori, evitando cifre esagerate e troppe concessioni!