Omicidio a Napoli: Samuele di tre anni viene lanciato dal balcone

di Gio Tuzzi Commenta

Samuele
Omicidio a Napoli: muore un bambino di tre anni

E’ precipitato dal terzo piano di uno stabile, tra via Foria e via Giuseppe Piazzi del rione Sanità a Napoli: Samuele, tre anni, è precipitato per circa quindici metri, fino al suolo. Immediato l’intervento dei soccorsi, che sono arrivati tempestivamente sul posto, insieme a diverse pattuglie della polizia: un intervento disperato, una corsa contro il tempo per salvare il piccolo Samuele, che purtroppo non ce l’ha fatta. E’ morto, un bambino di tre anni, sotto gli occhi di una Napoli che ora è sotto choc. Inizialmente si è pensato ad un incidente: il piccolo infatti, si trovava in casa con sua madre, incinta di otto mesi, ed un domestico, che si occupava della casa.

 

La prima ipotesi degli inquirenti, faceva pensare ad un incidente dunque, ad un attimo di distrazione dei due adulti presenti in casa, lasso di tempo durante il quale, Samuele si sarebbe arrampicato sulla ringhiera per poi cadere rovinosamente al suolo. Ma in poche ore, la verità emersa è stata un’altra. Sarebbe stato proprio il domestico, M.C, a lanciarlo dal balcone. Il trentottenne, ora in stato di fermo, è ora indagato per omicidio: dalle indagini è emerso che l’indagato soffrirebbe di disturbi psichici da diverso tempo, e che quindi avrebbe compiuto lui il terribile omicidio del piccolo Samuele.

 

Ad avvalorare questa tesi, è un video diventato ora virale, che ritrae il piccolo Samuele che dice “Ti butto giù, sei una schifezza”; parole inquietanti, che si caricano di un significato spaventoso se pronunciate da un bambino di soli tre anni. Il video, risale a qualche mese fa, per cui, si sospetta, che Samuele le avesse sentire da qualche adulto, e che le avesse ripetute come in automatico, senza effettivamente capire il significato agghiacciante della frase che continuava a pronunciare.

 

La madre del piccolo, che al momento dell’incidente si trovava in casa è sotto choc: la donna, si trovava in un’altra stanza, e ha impiegato tempo a ricostruire la dinamica dei fatti, a causa del trauma subito. Il padre, che invece si trovava in un negozio sotto casa, e che gli ha prestato i primi soccorsi, è altrettanto provato dal dolore. Tutta la comunità partenopea, si è stretta attorno a questa famiglia e prega per il piccolo Samuele. Molti hanno aiutato i familiari e le forze dell’ordine a tenere lontano i curiosi e i passanti per dare alla famiglia la privacy di cui necessita in un momento cosi delicato. L’udienza, per la convalida del fermo del trentottenne è fissata per lunedi, 20 settembre.