Oggi è la Giornata contro la pedofilia

di Redazione 1

Oggi 5 maggio 2011 è la giornata italiana contro la pedofilia, un crimine perpetrato dall’uomo in ogni epoca storica ma che con l’era digitale sta assumendo contorni ancora più ampi ma che per fortuna ha “aperto gli occhi” a tante mamme che per tabù o incomprensione non consideravano questo problema come una minaccia per la propria famiglia.

Dalla Presidenza della Repubblica arriva un segnale distensivo che non punta sull’allarmismo ma all’informazione e al coinvolgimento dei ragazzi. I Giardini del Quirinale hanno aperto i cancelli ai ragazzi con gonfiabili, giocolieri e trampolieri.

Non è mancato il messaggio del presidente Giorgio Napolitano che in occasione della 3a Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, ha inviato al presidente della Fondazione Onlus Dalla Parte dei Bambini, Luca Barbareschi, agli organizzatori e a tutti i partecipanti, un comunicato:

Per l’iniziativa volta a sensibilizzare la pubblica opinione sulla necessità di contrastare nel modo più fermo un così grave ed inqualificabile fenomeno di violazione di un fondamentale diritto sancito nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del Fanciullo. A tal fine non bastano i pur significativi risultati raggiunti grazie ad un’avanzata legislazione e all’azione coordinata di magistratura e forze dell’ordine: decisivo rimane il controllo sociale.

Luca Barbareschi ha sottolineato come accanto alla famiglia, luogo topico e tradizionale dove si consumano la maggior parte dei delitti di pedofilia, il mondo della rete diventa il luogo dove i mostri cercano e circuiscono le loro vittime.

Secondo un’inchiesta del Telefono Azzurro la mgagior parte dei responsabili di atti pedofili sono da ricercare nell’ambito delle mura domestiche tra padri, madri, nonni, nuovi conviventi/coniugi e altri parenti. Molto alta la quota che riguarda soggetti estranei al nucleo familiare ma che hanno comunque rapporti di conoscenza con la vittima:l’11% circa riguarda gli amici di famiglia, il 9,1% gli insegnanti, il 4,8% i vicini di casa, l’1% circa una figura religiosa. Meno di quello che si potrebbe pensare la percentuale degli estranei che si assesta al 9,6%.