Obesità bambini, possibile causa i genitori

di Redazione 2

Obesità bambini possibile causa genitori

L’obesità nei bambini è un fenomeno di grande importanza sociale. Se pensiamo che in Italia un bambino su 4 ne sia colpito possiamo renderci conto di quanto sia rilevante. Spesso è legata a cattive abitudini alimentari quali il consumo smodato di merendine e snack, di bevande gassate e zuccherate oltre che la sedentarietà, ed a questo proposito l’utilizzo prolungato del computer, favorendola, non aiuta per niente. Oltre queste cause però, secondo uno studio della Washington State University pubblicato sulla rivista Appetite, ci sarebbe un’altra possibile causa rappresentata dai genitori, o meglio dall’imitarli.

In particolare i bambini sarebbero influenzati dal comportamento e dalle abitudini alimentari della madre a tavola. Si è arrivati alla conclusione grazie ad uno studio condotto su 222 bambini molto piccoli, sotto i 5-6 anni, appartenenti a delle famiglie afro-americane non particolaremente agiate. Analizzandone il comportamento a tavola si è appreso che le mamme che anche da sazie continuavano a mangiare esortando i figli a fare lo stesso finchè non avessero finito il cibo che avevano nel piatto li ha gradualmente portati ad eccedere nell’alimentazione.

Altro aspetto tenuto in considerazione dagli studiosi è stato l’appetito delle madri dettato dalle emozioni del momento, come il cedere ad un piatto in base al suo buon odore o alla presentazione accattivante che ha portato i bambini a desiderare di mangiare allo stesso modo. In definitiva i bambini, che emulano solitamente il comportamento di chi sta loro accanto, imitano i genitori e le loro abitudini a tavola. Diretta conseguenza? Il sovrappeso e nei casi più estremi lobesità infantile.

Pensare che basterebbe così poco per evitare l’accumulo di chili di troppo nei bambini. La correzione delle cattive abitudini alimentari che tendono a radicarsi nei più piccoli fin dall’infanzia, per esempio, unite a una cultura di vita sana, al movimento all’aria aperta, all’attività fisica per contrastare la sedentarietà tipica delle nuove generazioni sarebbe già un passo in avanti.

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