Mobil angel, la app contro la violenza sulle donne

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Da qualche tempo a questa parte lo chiamiamo femminicidio. E’ una parola orribile non c’è dubbio e d’altra parte orribile è il suo significato. Il femminicidio è la violenza fisica ma anche psichica degli uomini sulle donne e nell’anno appena trascorso ha mietuto 124 vittime (47 invece gli omicidi sventati). Una donna ogni due giorni nel 2012 ha perso la vita, nel 60 per cento dei casi per mano del proprio compagno o ex compagno dal quale, nel 40% dei casi aveva già subito violenze e/o minacce. Molte di loro erano madri di figli piccoli e in alcuni casi l’aguzzino della loro mamma non li ha risparmiati.

Il fenomeno naturalmente non è certo una novità ma negli ultimi anni abbiamo assistito a una sua preoccupante escalation, complice forse la crisi non solo economica ma anche culturale e di valori che stiamo vivendo che rende ancora più difficile per alcuni uomini, più fragili e che forse non possono dirsi tali, accettare il cambiamento epocale che le donne stanno attraversando: sempre più presenti sul mercato del lavoro e nella vita sociale, sempre più indipendenti culturalmente oltrechè economicamente.

Quale che sia l’origine del femminicidio in Italia è compito della società civile, fatta di uomini e donne, contrastarlo e creare attrorno alle donne vittime di violenza una robusta barriera protettiva fatta di gesti semplici e concreti che permetta loro di ribellarsi e non morire, spesso insieme ai loro figli.

Gesti semplici e concreti come mettere a loro disposizione la tecnologia in modo da segnalare tempestivamente una situazione di pericolo prima che sia troppo tardi, prima che accada l’irreparabile. Per questo motivo è nata l’applicazione Mobil angel, uno strumento di pronto intervento che permette, attraverso un comando sul cellulare, di allertare la stazione di polizia più vicina.

Mobil angel, dopo una fase sperimentale svoltasi nel 2012 a Roma con la collaborazione delle Questura capitolina e il coinvolgimento di 33 donne a rischio, sarà disponibile su tutto il territorio nazionale grazie al protocollo d’intesa firmato da Vodafone Italia e D.i.Re, l’associazione nazionale dei centri antiviolenza in Italia.

Sarà proprio D.i.Re ad individuare nei suoi 63 centri sparsi su tutto il territorio nazionale ad individuare le donne a rischio che vorranno essere inserite nel progetto, quello che invece puoi fare tu è dirlo a tutte le tue amiche, perchè nessuna di noi resti sola e nessun bimbo sia costretto a dire addio alla sua mamma per causa di chi la uccisa sostenendo di amarla.

Per saperne di più: www.direcontrolaviolenza.it

Photo credit | Think Stock

 

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