L’uso delle lenti a contatto in età pediatrica

di Redazione 3

lenti a contatto

L’apparato visivo dei bambini non è ancora del tutto sviluppato e presenta, quindi, una sorta di fragilità e di delicatezza. E’ molto importante, per questo, proteggere e curare l’apparato visivo del bimbo da eventuali danni o difetti, soprattutto se si pensa che alcune anomalie a suo carico possono influenzare lo sviluppo psicomotorio del bambino. Generalmente, i difetti della vista più diffusi nei bambini come miopia, ipermetropia e ambliopia, vengono corretti attraverso l’uso degli occhiali. Può succedere, però, che il bambino si rifiuti di indossare gli occhiali, soprattutto in determinate situazioni come il gioco. In questi casi può essere utile il ricorso alle lenti a contatto. In passato si riteneva che le lenti a contatto non fossero idonee per i bambini a causa della loro conformazione e manutenzione. Oggi, però, l’avvento delle lenti morbide e lo sviluppo di nuove geometrie e nuovi materiali rende le lenti a contatto adatte anche ai bambini.

Il corretto uso delle lenti a contatto in età pediatrica non solo non ha controindicazioni (si pensi che l’uso di lenti è obbligatorio nei neonati operati al 2°-3° mese di vita per cataratta congenita)  ma comporta notevoli vantaggi per la vista del bambino. Le lenti, infatti, non causano distorsioni delle immagini, consentono una visione binoculare nitida in ogni situazione e una maggiore stabilità visiva. Le lenti a contatto, inoltre, al contrario degli occhiali, non si appannano in presenza di sbalzi di temperatura. Accanto ai benefici visivi, le lenti a contatto offrono anche una serie di vantaggi estetici e pratici. Molti bambini, infatti, rifiutano gli occhiali perchè indossandoli si sentono goffi e buffi e possono essere soggetti alle classiche prese in giro dei compagni. Gli occhiali, inoltre, risultano scomodi durante il gioco o la pratica sportiva. Uno studio americano condotto dalla Ohio State University ha evidenziato, inoltre, che la maggior parte dei bambini preferisce le lenti a contatto e che grazie ad esse si sente più sicura di se e soddisfatta.

Le lenti a contatto, nonostante tutto, sono pur sempre dei corpi estranei che devono essere posizionati sulla cornea nel sacco congiuntivale. Questo richiede importanti accorgimenti da tenere per quanto riguarda la prescrizione, l’applicazione e la manutenzione delle lenti. Innanzitutto, è fondamentale che a prescrivere al bambino le lenti a contatto sia esclusivamente il medico oculista in seguito ad un’accurata visita in cui valuterà la qualità e quantità del film lacrimale, la forma della cornea e la presenza di eventuali irregolarità corneali, la presenza di difetti visivi come astigmatismo e miopia e l’esistenza di infezioni o malattia quali congiuntiviti, blefariti e cheratiti. E’ necessario, poi, che il bambino sia d’accordo con l’uso delle lenti e non forzato al riguardo. Per favorire l’adattamento alle lenti e la praticità del bambino nel maneggiarle, è preferibile iniziare con le lenti “usa e getta”. E’ importante che il bambino impari a gestire, con l’aiuto dei genitori, le lenti e a rispettarne i tempi di sostituzione per evitare di contrarre infezioni. L’abuso delle lenti a contatto, a causa di un’insufficiente ossigenazione della cornea e di alterazioni del film lacrimale,  può determinare patologie più o meno gravi come abrasioni ed ulcere corneali, cheratiti e congiuntiviti, ascessi corneali ed ipopion settico. Il bambino che fa uso di lenti a contatto dovrà essere seguito periodicamente da uno specialista per monitorare la salute dell’occhio e della vista.