Gravidanza e sintomi: quali verità e quali bugie?

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I sintomi della gravidanza sono uno degli argomenti più ricercati della rete e, proprio per questo, possono condurre ad una certa confusione. È vero che la gravidanza porti a determinati sintomi e che ci siano determinati valori di riferimento derivanti dalle analisi che ne accertino l’esistenza.

I sintomi generali più diffusi

gravidanza

Tuttavia bisogna considerare che gravidanza e sintomi non sono uguali per tutte e che ci sono delle sensibili variazioni da donna e donna che dipendono dalla sua storia clinica, da fattori ereditari, da fattori ambientali e dalla specificità di ognuna di noi. Per questo quando si parla di sintomi della gravidanza si dovrebbe sempre premettere che, quelli elencati in milioni di articoli, sono solamente “disturbi” o segnali generici. Ci sono infatti degli avvertimenti comunissimi a molte donne ma che potrebbero essere correlate ad altre motivazioni. Per esempio la perdita del ciclo è un primo segnale piuttosto lampante ma non decisivo e su cui decretare se una donna sia incinta o meno. Difatti l’amenorrea può essere spontanea o dovuta ad altre problematiche correlate ed è quindi uno dei primi sintomi da non prendere eccessivamente in considerazione, soprattutto per quelle donne che non hanno cicli regolari. Di solito, infatti, prima di procedere al test, di gravidanza, si consiglia di attendere un periodo di almeno due settimane per non creare inutili allarmismi. A questo sintomo si accompagna la sensazione di gonfiore del seno e l’estrema sensibilità dei capezzoli che risultano gonfi, tesi e scuri. Anche questo sintomo è da prendere con le pinze perché alcune donne in fase pre-mestruale possono soffrire dei medesimi disagi pur non essendo incinte.

Nausea, nervosismo, inappetenza o troppa fame? Non è detto che tu sia incinta

Tra gli altri sintomi si associano spesso nausea al risveglio e bruciori di stomaco che si verificano in presenza di determinati odori e che creano sbalzi dell’appetito oltre a repentini sbalzi d’umore. Alcune donne, tuttavia, possono provare gli stessi sintomi in concomitanza dell’arrivo del ciclo quindi, anche in questo caso, non si tratta di sintomi univoci ma generali e non proprio attendibili. Ascoltare e leggere i sintomi del proprio corpo non è sbagliato ma solo associando questi ad un consulto medico e ad un esame specifico si possono tirare le somme. Non ci sono metodi di preveggenza di una gravidanza, a meno che tu non abbia tutti questi sintomi e sia certa di aver avuto un rapporto non protetto nei tempi che corrispondono con il mancato arrivo del ciclo.

L’unico vero modo per sapere se sei incinta è chiedere al proprio medico

L’unico modo di capire se si è incinte o meno è sottoporsi ad un test di gravidanza tramite le urine che diventa più attendibile dal primo giorno di ritardo del ciclo, ovvero dall’ipotetica seconda settimana di gravidanza. I test sono affidabili ma è preferibile fare direttamente le analisi del sangue per avere la certezza che l’embrione sia annidato nell’utero e che emetta grandi quantità di HGC (Fonte Articolo), ovvero l’ormone che circola nel corpo di una donna dieci giorni dopo l’avvenuta fecondazione