Epoca gestazionale e data presunta del parto: le regole per la datazione della gravidanza

di Redazione 32

datazionegravidanzaSei incinta da poco e continuano a parlarti di epoca gestazionale, ridatazione ecografica e data presunta del parto ma tu non ne capisci nulla? Ecco qualche considerazione per farti capire meglio di cosa si tratta.

Partiamo dalle basi, la gravidanza come si sa dura nove mesi, 280 giorni o 40 settimane. Oggi per maggiore precisione il calcolo viene eseguito attraverso l’uso delle settimane. L’inizio di ogni gravidanza viene convenzionalmente fissato con il primo giorno dell’ultima mestruazione anche se in in realtà è vero che una gravidanza inizia biologicamente non alla mestruazione ma al momento della fecondazione dell’ovulo; ma come spesso accade questo momento è molto variabile e imprevedibile da donna a donna e addirittura tra ciclo a ciclo.

Per andare avanti con la spiegazione della datazione della tua gravidanza è bene ora spiegarti alcuni termini chiave con i quali dovrai confrontarti fino alla fine delle 40 settimane: epoca gestazionale, epoca ecografica, data presunta del parto.

Ecco una breve spiegazione:

Età gestazionale o epoca gestazionale è l’epoca in settimane+giorni calcolata dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Essa è praticamente l’epoca di amenorrea, cioè il tempo trascorso in assenza di nuove mestruazioni.

Età ecografica è l’epoca in settimane+giorni calcolata ecograficamente in base alle misure del feto nel caso in cui per vari motivi non si possa fare affidamento sull’ultima mestruazione o sull’età gestazionale.

Data presunta del parto è il giorno intorno al quale è atteso il parto, cioè rappresenta il termine della gravidanza.

Il primo passo per datare la tua gravidanza si basa dunque sulla data di inizio della tua ultima mestruazione. Nel caso in cui tu non ricordi quando questo è avvenuto la tua gravidanza dovrà essere datata grazie alle misurazioni ecografiche, basandosi, in primo luogo, sul CRL fetale (misura della lunghezza fetale, misurata tra il vertice del cranio e l’osso sacro). Il CRL osservato verrà cercato in apposite tabelle di riferimento che descrivono la sua corrispondenza con le diverse epoche gestazionali.

Ti verrà così effettuata una datazione ecografica che, in assenza dell’età gestazionale, costituirà il riferimento fondamentale e non più modificabile per calcolare le epoche successive e la data presunta del parto.

Se invece ricordi la data della tua ultima mestruazione in questo caso si comincerà col calcolare la tua età gestazionale e successivamente se ne cercherà la conferma attraverso la prima ecografia e si verificherà se il feto ha una misura compatibile con quella attesa in base all’età gestazionale già calcolata. Sono due le possibilità che si aprono nel confronto tra età gestazionale e età ecografica:

  • Se il CRL osservato con l’ecografia corrisponde a quello normale per la tua età gestazionale (può differire al massimo di 6 giorni) l’età gestazionale e l’età ecografica si considerano sostanzialmente coincidenti e la data presunta del parto sarà 40 settimane dopo l’inizio della tua ultima mestruazione.
  • Se il CRL osservato con l’ecografia non corrisponde a quello normalmente atteso alla tua età gestazionale perché differisce di almeno sette giorni (una settimana) da quella già calcolata in base alla mestruazione, la tua gravidanza verrà ridatata in base a tale differenza. Si abbandonerà in questo caso la tua età gestazionale e si prenderà come riferimento futuro l’età ecografica.

Un esempio: hai avuto l’ultima mestruazione il 21.12.2009. Il 24.02.2010 (a 9+2 settimane di età gestazionale) esegui l’ecografia del primo trimestre dove viene misurato un CRL di mm 15. Dalle tabelle, si evidenzia che 15 mm è il CRL atteso a 7+6 settimane. Siccome tra 9+2 e 7+6 settimane esiste una discrepanza di 10 giorni (cioè più di 7 giorni), si deve abbandonare l’età gestazionale di 9+2 settimane. Come riferimento futuro per l’intera gravidanza si dovrà considerare una età ecografica attuale di 7+6 settimane; la data presunta del parto diventerà pertanto il 07.10.2010.

La spiegazione della ridatazione sta nel fatto che pochi millimetri di differenza del CRL potrebbero semplicemente rappresentare o un errore tecnico di misura o la normale variabilità individuale tra feti diversi. Quando invece il CRL è incompatibile con l’età gestazionale per almeno sette giorni, non ci si trova più di fronte ad un semplice errore tecnico o ad una variabilità individuale tra feti della stessa “età”, bensì ci si trova di fronte ad un feto di età realmente diversa da quella calcolata in base alla mestruazione, in quanto concepito in un giorno significativamente diverso da quello previsto. Di qui la necessità di ridatare la gravidanza per riportarsi quanto più vicino alla vera età del feto.